Tamponamento sull’A1, si fermano per aiutare dopo un incidente e vengono travolti: un morto e cinque agenti della penitenziaria feriti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La loro automobile, un mezzo blindato della polizia penitenziaria, viaggiava lungo la corsia sud dell’Autostrada del Sole, quella che da Milano conduce a Napoli, quando l’attenzione dei cinque uomini a bordo – tre in servizio nel carcere di Vasto e due in quello di Pescara – è stata catturata da un incidente appena avvenuto poche centinaia di metri più avanti. Erano circa le quattro meno dieci della notte tra venerdì e sabato, e il tratto autostradale nel territorio di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, era già teatro di un primo sinistro: un furgone e un’autovettura si erano tamponati, creando i classici scenari di pericolo che impongono, a chiunque abbia senso civico, di fermarsi per prestare soccorso o quantomeno per mettere in sicurezza l’area.

Il gesto di solidarietà che si è trasformato in una trappola mortale

Quegli agenti, che tornavano verso l’Abruzzo dopo aver scortato alcuni detenuti dal carcere di Sulmona fino a quello di Parma, non ci hanno pensato due volte: hanno accostato il loro blindato, sono scesi e hanno iniziato a presidiare la zona, cercando di deviare il traffico e di proteggere gli automobilisti già coinvolti nell’impatto. Un gesto dettato dal senso del dovere, certo, ma anche da quella umanità che spesso, nella cronaca, viene data quasi per scontata. Pochi istanti dopo, però, la scena si è trasformata in un incubo. Una quarta vettura, sopraggiunta a velocità sostenuta – come spesso accade nelle ore notturne, quando la minor densità di traffico induce a pigiare sull’acceleratore – ha letteralmente sfondato il cordone umano che si era creato, piombando addosso ai soccorritori e ai mezzi già incidentati.

L’impatto, secondo le prime ricostruzioni della polizia stradale intervenuta per i rilievi, è stato devastante. I cinque agenti penitenziari, che solo un attimo prima stavano compiendo un atto di altruismo, sono stati falciati e proiettati a terra o contro le lamiere delle auto. A fare le spese della furia di questo impatto è stato anche un uomo di 67 anni, originario di Andria, in provincia di Bari, che si trovava alla guida dell’auto finita contro tutti: per lui, rimasto incastrato tra le lamiere, non c’è stato nulla da fare. I vigili del fuoco del distaccamento di Vignola, giunti sul posto con le pinze idrauliche, hanno dovuto lavorare a lungo per estrarre il suo senza vita dall’abitacolo.

Una notte di soccorsi e la dinamica ancora al vaglio degli inquirenti

Oltre alla vittima, il bilancio parla di tre feriti, tra cui appunto i cinque agenti della penitenziaria – ma qui occorre una precisazione, perché le fonti parlano di cinque agenti coinvolti, sebbene i feriti gravi siano due, mentre gli altri tre sarebbero rimasti illesi o in stato di shock, sebbene si parli comunque di cinque coinvolti nel sinistro. Tra gli agenti, il più giovane, di 33 anni, è stato trasportato d’urgenza in eliambulanza all’ospedale Maggiore di Bologna, dove si trova ricoverato in condizioni critiche. Un secondo agente, di 42 anni, è stato accompagnato nello stesso nosocomio, mentre un terzo uomo, di 59 anni, è stato portato all’ospedale di Baggiovara per ferite giudicate meno serie.

La dinamica esatta dell’incidente è al vaglio della polizia stradale, che ha lavorato per ore per mettere insieme i frammenti di una notte maledetta. Quel che è certo è che l’allarme è scattato intorno alle 3:50 per un primo tamponamento, e che nel giro di pochi minuti si è scatenato l’inferno. Il sindacato della polizia penitenziaria, nelle persone del segretario Mauro Nardella, ha diffuso la notizia per onorare il coraggio dei propri uomini, spiegando come quei cinque, sebbene il loro servizio fosse formalmente concluso e il mezzo fosse vuoto, non abbiano esitato a fermarsi. Un gesto che poteva costare loro la vita, e che invece l’ha risparmiata, sebbene a caro prezzo.

Il tratto autostradale e le conseguenze sulla viabilità

Il tratto dell’A1 interessato, il chilometro 179 in direzione sud, è rimasto chiuso o parzialmente bloccato per diverse ore, per consentire non solo i soccorsi ma anche la messa in sicurezza della carreggiata e la pulizia del manto stradale, cosparso di detriti e carburante. Le squadre di Autostrade per l’Italia hanno lavorato in sinergia con i vigili del fuoco per rimuovere i veicoli incidentati e ripristinare le normali condizioni di viabilità, ma i disagi per gli automobilisti diretti verso il centro e il sud Italia sono stati notevoli fino alle prime ore del mattino. La notizia, rimbalzata sui media locali e nazionali, ha riportato alla luce il tema della sicurezza sulle strade e, incidentalmente, quello del valore di chi indossa una divisa e continua a indossarla anche fuori servizio.

Le indagini dovranno ora chiarire se la velocità dell’ultima auto coinvolta – quella del 67enne deceduto – sia stata l’unica causa della tragedia, o se vi siano altri fattori, come distrazione o malore, che possano aver contribuito a questo ennesimo dramma della strada. Quel che resta, intanto, è la testimonianza di un gruppo di agenti che, invece di pensare a tornare a casa, hanno pensato a come proteggere degli sconosciuti.

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