Alaska, 15enne sopravvive tre giorni su barca capovolta nel Mare di Bering

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un ragazzo di 15 anni è rimasto aggrappato allo scafo capovolto di una piccola imbarcazione da pesca nelle acque gelide del Mare di Bering, al largo dell’Alaska, per quasi tre giorni prima di essere tratto in salvo dall’equipaggio di un peschereccio di passaggio. Con lui, durante l’uscita in mare, c’erano il fratello maggiore e un cugino: nessuno dei due è sopravvissuto al naufragio.

Il ritrovamento e il soccorso

L’adolescente è stato individuato la mattina di lunedì 7 settembre da un aereo HC-130 Hercules della Guardia Costiera statunitense, decollato dalla base di Kodiak dopo che le ricerche erano state avviate a causa delle condizioni meteorologiche proibitive, che avevano impedito il decollo dei mezzi aerei nella giornata precedente.

Il velivolo, una volta localizzato il relitto a circa quattro miglia nautiche a est dell’isola di San Lorenzo, ha sganciato una zattera e materiale di sopravvivenza, ma è stato costretto ad allontanarsi per rifornirsi di carburante, non prima però di aver tracciato una linea di bengale luminose per guidare il peschereccio Northwest Explorer verso il punto esatto.

L’imbarcazione, lunga 162 piedi e impegnata in rilevamenti federali nella zona, ha raggiunto lo scafo rovesciato e ha tratto in salvo il giovane, che presentava evidenti sintomi di ipotermia ed è stato riscaldato dall’equipaggio con coperte e impacchi caldi. Il capitano Adam White ha raccontato alla rete KTUU-TV di Anchorage che il ragazzo, nonostante il freddo intenso e il tremore incontrollabile, ha trovato la forza di parlare: ha riferito che il fratello si trovava ancora sotto la barca e che il cugino, nella notte precedente al salvataggio, era scivolato in acqua senza più riemergere.

La temperatura dell’acqua in quella zona del Mare di Bering si aggirava intorno ai 10 gradi Celsius.

Le vittime e il contesto della tragedia

Le autorità hanno identificato i due uomini deceduti: si tratta di Sidney Kulowiyi, 35 anni, e Barton Rookok, 34 anni, entrambi residenti a Savoonga, un villaggio di circa 800 abitanti situato sull’isola di San Lorenzo, territorio remoto dell’Alaska geograficamente più vicino alla Russia che agli Stati Uniti continentali. I corpi sono stati recuperati dal personale del Northwest Explorer, con l’assistenza successiva della Guardia Costiera, e trasportati insieme al superstite a Nome, sulla costa occidentale dell’Alaska.

Secondo quanto ricostruito dai media statunitensi, i tre erano partiti venerdì 4 settembre a bordo di uno skiff lungo 18 piedi, poco più di cinque metri e mezzo, per una battuta di pesca all’halibut, attività centrale per l’economia e la sussistenza del villaggio. Il rientro era previsto per le prime ore di domenica, ma quando l’imbarcazione non è tornata i familiari hanno lanciato l’allarme.

Le ricerche, coordinate dal centro di comando del distretto articolo della Guardia Costiera insieme alla Alaska Rescue Coordination Center, all’Alaska Air National Guard e alla polizia statale, hanno coinvolto due aerei HC-130 e due elicotteri MH-60 Jayhawk. Le operazioni sono state complicate dal maltempo e dalla visibilità ridotta, che hanno ritardato il dispiegamento dei mezzi aerei fino a lunedì mattina.

Un video diffuso nelle ore successive mostra il quindicenne, con una vistosa giacca gialla, inginocchiato sullo scafo rovesciato mentre l’equipaggio del peschereccio gli lancia una cima e lo issa a bordo con una barella di salvataggio.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.