Venezia, il Lido si risveglia con il cinema e l'effetto Clooney

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre un finto Pavarotti, la cui somiglianza col celebre cantante è tutto fuorché impressionante, si aggira tra la folla chiedendo ai passanti, più per pietà che per altro, di scattarsi una foto, il resto della calca, compatta, sfida il sole e un’umidità opprimente presidiando il ponticello che conduce all’imbarcadero dell’Hotel Excelsior. Quello è il confine, netto, tra la normalità e il mondo variopinto e surreale del Lido, che in questi giorni ritrova la sua vocazione più autentica. Senza che quasi nessuno se ne sia accorto, la domanda «Di chi sono le nostre giornate?», tratta dal film d’apertura di Paolo Sorrentino, è già diventata il tormentone di questa ottantaduesima edizione della Mostra del Cinema, la quale, come di consueto, non si sottrae a polemiche e giudizi perentori.

Tra i massimi protagonisti della serata inaugurale, dedicata a ‘La Grazia’ del regista napoletano, spicca inevitabilmente Toni Servillo, al quale va riconosciuto un merito non da poco: quello di essersi cimentato, a sessantasei anni, in un’ardua prova canora, dimostrando un’inaspettata padronanza dell’ugola che gli è valsa elogi immediati e unanimi. Accanto a lui, splendida e radiosa, Anna Ferzetti ha conquistato la scena con un look da ‘clean girl’, raffinato ed elegante, che ha saputo distinguersi senza bisogno di eccessi, dimostrando una notevole abilità nell’interpretare il momento.

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