Manifestazioni studentesche e l'uso della forza: un dibattito nazionale
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Il punto di vista del costituzionalista
Gaetano Azzariti, professore ordinario di Diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, ha espresso preoccupazione per l'approccio del governo nei confronti dell'ordine pubblico. Secondo Azzariti, il governo mostra una certa tracotanza, un atteggiamento freddo nei confronti dei diritti di chi manifesta e una certa sordità rispetto ai moniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Azzariti ha inoltre espresso stupore per il silenzio del presidente del Consiglio sulle manganellate ai ragazzini di Pisa.
Le conseguenze per gli studenti
Gli studenti coinvolti nelle manifestazioni a Pisa rischiano ora una denuncia per manifestazione non autorizzata e per aver tentato di forzare i blocchi. Mentre i genitori pensano a una causa collettiva contro il Viminale, la relazione dei carabinieri alla procura riguarda proprio le immagini circolate sui social media e quelle delle telecamere di sorveglianza urbana che venerdì 23 febbraio hanno ripreso le cariche della polizia nel corso del corteo pro-Palestina.
La solidarietà degli insegnanti
La vicenda ha scosso anche il mondo dell'istruzione. Dal Trentino, 52 docenti del liceo linguistico Scholl hanno preso posizione e solidarizzato con i ragazzi. "Facciamo nostre le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella — spiegano a Il Corriere del Trentino — Non si fa educazione con il manganello, né con altre misure punitive che si vorrebbero introdurre nel mondo della scuola contro chi esprime il proprio dissenso, la cui crescente criminalizzazione sembra essere l’obiettivo di molte decisioni e azioni del governo e delle forze di polizia".




