Il tristellato Da Vittorio agli internazionali di Roma, Sinner cerca il nono Masters 1000

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’odore della terra rossa, quella che diventa polvere sotto le scarpe chiodate dei giocatori, si mescolerà quest’anno – per chi avrà la fortuna di accedere agli spazi riservati – a quello del riso, dello zabaione e della busecca, cioè ai piatti che hanno reso celebre il ristorante Da Vittorio, tre stelle Michelin della famiglia Cerea. Agli internazionali d’Italia, in programma al Foro Italico fino al 17 maggio, il legame tra alta cucina e grande sport si rinnova con una presenza d’eccezione: mentre in campo scenderanno i protagonisti del circuito, tra cui il numero uno del ranking Jannik Sinner, sarà proprio la cucina bergamasca, in collaborazione con Vicook, a presidiare i principali punti ristoro del torneo. Un’operazione, questa, che trasforma l’evento in un’esperienza sensoriale totale, dove il gesto atletico e quello dello chef finiscono per dialogare, quasi come se fossero due facce della stessa ricerca della perfezione.

La corsa dell’altoatesino e il vuoto lasciato da Alcaraz

Sinner, va detto, arriva a Roma con un ruolino di marcia impressionante: ha vinto gli ultimi quattro Masters 1000 disputati – Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid – e ora punta a completare una striscia che non ha precedenti recenti. Il fuoriclasse altoatesino si è rimesso in gioco dopo aver allungato in vetta al ranking, distanziando in modo netto lo spagnolo Carlos Alcaraz, quest’ultimo alle prese con un infortunio ai polsi che lo ha costretto a rinunciare non solo al torneo di casa, poi a quello nella Capitale, ma anche al Roland Garros. Un’assenza, quella del rivale storico, che pesa come un macigno sulla composizione del tabellone, anche se Sinner non ha certo bisogno di regali: il suo obiettivo è il nono Masters 1000 prima di aver compiuto 25 anni, un traguardo che solo Novak Djokovic – capace di realizzare il Golden Masters addirittura due volte – ha saputo raggiungere tra i Big3.

L’arrivo nella Capitale e il lusso discreto di un volo privato

L’altoatesino è atterrato all’aeroporto di Ciampino lunedì 4 maggio, utilizzando un volo privato – come del resto gli compete, visto lo status di numero uno – insieme al suo team, reduce dalla vittoria facile di Madrid. Nessuna folla in attesa, nessuna passerella: l’arrivo è stato riservato, quasi anonimo, se si eccettua la curiosità dei pochi cronisti presenti. E proprio in quelle ore, mentre i riflettori si accendevano sul Foro, sono emersi anche i dettagli – per così dire – logistici legati al soggiorno romano, come il costo della struttura alberghiera prescelta, una di quelle che di solito non espongono il tariffario in vetrina. L’atleta spera ovviamente di bissare il successo anche tra le mura amiche, approfittando della già menzionata assenza di Alcaraz, ma consapevole che ogni match, su questa terra, nasconde insidie.

“Un pubblico speciale”, la felicità del ritorno e la caccia al record

«Sono felice di tornare a Roma, c’è un pubblico speciale» ha dichiarato Sinner al suo arrivo, un’affermazione che suona come una carezza alla memoria: il Foro Italico, si sa, è uno di quei luoghi dove il tifo diventa corale, quasi mediterraneo, capace di spingerti oltre il limite. Il programma – Parigi, Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e adesso Roma – sembra disegnato per completare una collezione di successi che pochi hanno eguagliato alla sua età. Il serbo Djokovic ci è riuscito, come detto, ma il resto dei Big3, da Federer a Nadal, non ce l’ha fatta. Questo dato, puramente statistico, restituisce la portata dell’impresa che Sinner ha già iniziato a scrivere, match dopo match, senza mai guardarsi indietro.

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