La nuova Lancia Gamma è a rischio dopo i tagli di Stellantis

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le voci provenienti dalla Francia, che hanno fatto molto rumore, dipingono un quadro di profonda revisione strategica all’interno di Stellantis, dove il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa sta mettendo sotto la lente d’ingrandimento i piani operativi di diversi marchi. Questa operazione, che comporta tagli finanziari e strutturali significativi, coinvolge in particolare i brand di fascia premium come DS Automobiles, Alfa Romeo, Maserati e, non da ultima, Lancia. La mossa si inserisce in un contesto europeo, quello automobilistico, caratterizzato da una transizione tecnologica accelerata e da una competizione sempre più serrata, fattori che spingono il gruppo a comprimere gli investimenti e a ricalibrare le ambizioni.

I primi tagli concreti sui modelli

Le cosiddette “forbici” di Filosa hanno già iniziato a tagliare in maniera concreta, cancellando dal calendario futuro due vetture del gruppo che erano attese sul mercato. Si tratta delle nuove DS3 e DS4 del marchio DS Automobiles, la cui produzione, prevista rispettivamente per il 2028 e il 2029, è stata annullata. Questo primo atto, che molti interpretano come l’inizio di una più ampia riorganizzazione in attesa del nuovo piano industriale complessivo, getta un’ombra lunga sui progetti di tutti i brand coinvolti, compresi quelli italiani, i quali potrebbero dover rinunciare ad alcuni dei modelli che erano stati promessi.

Le ripercussioni sul futuro di Lancia

Per quanto riguarda Lancia, il cui rilancio in Europa è partito con il lancio della nuova Ypsilon, il debutto del modello non è stato giudicato entusiasmante sotto il profilo commerciale. Un avvio in sordina che, com’era prevedibile, sta avendo delle conseguenze dirette sulla pianificazione dei modelli successivi. Tra questi, il più atteso era senza dubbio la nuova Gamma, un’ammiraglia che avrebbe dovuto sancire il ritorno del brand in segmenti di mercato più alti e prestigiosi. Ora, tuttavia, il suo arrivo appare seriamente compromesso, se non del tutto a rischio, a causa della stretta finanziaria in atto.

Uno scenario in divenire per i marchi premium

La situazione, per i marchi italiani del gruppo, si prospetta dunque particolarmente dura. La riorganizzazione in corso, se da un lato mira a ottimizzare le risorse in un periodo di trasformazione epocale per l’industria, dall’altro rischia di tradursi in un’offerta di modelli più povera e meno articolata per il domani. Si delinea, in altre parole, uno scenario nel quale Alfa Romeo, Lancia e Maserati potrebbero vedere ridotta la propria gamma futura, con tutto quello che ne consegue in termini di presenza sul mercato e di capacità di competere con i rivali diretti.

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