Parigi, Giugiaro: «Alfa e Fiat coraggiose, ma mi ha colpito una cinese»
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Redazione Economia
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Camminare tra i padiglioni del Salone di Parigi 2026 offre una prospettiva impietosa ma necessaria sullo stato di salute del settore. Chi si aspettava i fasti oceanici degli anni d'oro, con hangar faraonici e un monopolio incontrastato dei costruttori domestici, ha dovuto fare i conti con la realtà: la fiera è più raccolta, i metri quadrati sono ridotti, ma la densità di significato e di tensione industriale non è mai stata così alta.
Per commentare le direzioni stilistiche e tecnologiche emerse nella kermesse francese abbiamo fatto due chiacchiere con Fabrizio Giugiaro, designer e fondatore dello studio di stile GFG Style insieme al padre, Giorgetto.
Una fiera più concreta, tra manifesti e vetture vicine alla produzione
Il Salone di Parigi 2026 sembra rappresentare un piccolo passo avanti rispetto alle edizioni degli ultimi anni. Non siamo necessariamente davanti a una svolta, né a un evento capace da solo di rilanciare l'industria automobilistica europea, ma la sensazione è che ci sia finalmente qualcosa da vedere. Per chi visita la rassegna da appassionato, e non soltanto da addetto ai lavori a caccia dell'ultima anteprima mondiale, l'offerta è concreta: ci sono automobili nuove, proposte già conosciute e concept che provano a raccontare le direzioni future dei costruttori.
La tendenza chiara, fiutando i bisogni della gente, è quella di fioccare proposte che puntano soprattutto su dimensioni compatte e prezzi abbordabili, con le concept car elettriche a tenere banco specie tra i marchi del gruppo Stellantis.
Cuorerosso e Multiplay: le scommesse di Alfa Romeo e Fiat
Tra le proposte che hanno catturato l'attenzione del designer torinese ci sono senza dubbio la Alfa Romeo Cuorerosso e la Fiat Multiplay. La concept del Biscione, lunga 4,7 metri, introduce una rilettura contemporanea di elementi distintivi come lo scudetto, il trilobo e la coda tronca, integrandoli in una carrozzeria dalle superfici continue. A guidare il lavoro del Centro Stile è la filosofia della «bellezza necessaria», che punta a coniugare estetica, funzionalità e qualità attraverso forme essenziali.
L'abitacolo ruota attorno al conducente, con il «cannocchiale vivente» che modifica la propria configurazione riducendo progressivamente le informazioni man mano che aumenta il coinvolgimento alla guida, e il «Magma Display», un sofisticato centro di controllo phygital sul tunnel centrale. Cuorerosso anticipa l'approccio multi-energy con cui Alfa Romeo guarda al futuro, immaginando soluzioni full-electric, plug-in hybrid, mild hybrid e full hybrid, con l'apice delle prestazioni rappresentato da un 2.9 V6 full hybrid abbinato alla trazione integrale Q4.
La scommessa di Fiat e il quadro europeo
Sul fronte Fiat, la Multiplay si presenta come un veicolo «3 in 1» lungo 4,45 metri, che combina lo spazio di un monovolume, il carattere di un SUV e la versatilità di un pick-up. Al centro del progetto c'è l'architettura «Metamorfosi» del montante C: un modulo posteriore mobile che consente alla vettura di passare da una configurazione familiare 6+1 a un pick-up a quattro posti con cassone aperto.
In modalità famiglia, l'abitacolo offre sei sedili più il modulare «Petsenger seat», che può servire come punto di montaggio per un seggiolino, spazio per un animale domestico, tavolino o vano di stoccaggio. Il concetto si pone come laboratorio di soluzioni per la mobilità di domani e non come anticipazione di uno specifico modello di serie.
«Con queste concept car esprimiamo una convinzione condivisa: il futuro del design automobilistico deve essere audace e significativo», ha dichiarato Gilles Vidal, responsabile del design per l'Europa allargata di Stellantis, presentando i sei concept in anteprima mondiale.
L'avanzata cinese e le parole di Giugiaro
Ma è sul fronte asiatico che si registra il cambio di passo più evidente. I costruttori cinesi stanno acquisendo maggiore visibilità sul mercato europeo, grazie a un'offerta di prodotti più strutturata e a un livello tecnologico in costante miglioramento. «Non si presentano più soltanto con veicoli elettrici dal prezzo competitivo, ma con gamme più ampie, un posizionamento che spazia dal mercato di massa a quello di fascia alta e una maggiore attenzione al design, alle tecnologie di bordo e all'esperienza digitale», ha osservato Serge Gachot, direttore del Salone di Parigi.
In Francia i veicoli elettrici hanno rappresentato il 30% delle vendite di nuove auto a fine agosto 2026, contro il 20% dell'intero 2025, mentre in Germania hanno raggiunto il 26%, rispetto al 19% dell'anno precedente. È proprio una vettura cinese ad aver colpito maggiormente Fabrizio Giugiaro durante la sua visita tra gli stand: un segnale di come l'equilibrio competitivo si stia spostando, con i costruttori asiatici sempre più capaci di imporre tendenze anche sul piano del linguaggio stilistico, non soltanto su quello del rapporto qualità-prezzo.
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