Il commissario Ricciardi 3, il tragico finale: “Non mi dimenticare”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il sipario cala sulla terza stagione de Il commissario Ricciardi con un episodio, intitolato Il pianto dell'alba, che ha consegnato al pubblico il momento forse più doloroso dell'intera narrazione. L'apice della felicità, raggiunto da Luigi Alfredo Ricciardi dopo un percorso umano costellato di solitudine e tormento, viene spazzato via da un evento luttuoso inaspettato, il quale getta il protagonista in uno stato di disperazione profonda. Quella morte, che priva il commissario della sua Enrica proprio nel momento in cui il loro legame sembrava aver superato ogni ostacolo, rappresenta una cesura netta, una ferita che appare insanabile. La serie, fedele alla matrice letteraria dei romanzi di Maurizio de Giovanni, non indulge a facili consolazioni, mostrando invece come il destino possa essere crudele proprio quando si intravede la serenità.

L'ondata di sconcerto tra i telespettatori, che hanno seguito la serie su Rai 1, non si è fatta attendere, riversandosi con veemenza sui social network. All'autore, accusato in tono scherzoso ma significativo di sadismo per aver "condannato a morte" il personaggio di Enrica, è toccato rispondere. Maurizio de Giovanni ha replicato con una punta di ironia, domandandosi se non fosse possibile ricevere un complimento senza essere tacciato di essere un "sadico assassino". Una risposta che, al di là della battuta, cerca di richiamare l'attenzione sulla necessità narrativa di quella scelta, per quanto dolorosa, all'interno dell'arco complessivo della storia. Una scelta che, va ricordato, giunge dopo un lungo e faticoso cammino che aveva finalmente condotto i due personaggi al fidanzamento.

Nonostante la tragedia che segna il finale, lasciando il pubblico con il fiato sospeso, la narrazione non si conclude in un vicolo cieco di pura angoscia. Accanto al vuoto lasciato dalla perdita, infatti, si fa strada un elemento di speranza, un germe di futuro che si incarna in una nuova vita. È questo il segnale che non tutto è finito per Ricciardi, il quale, pur nella sua sofferenza, si trova di fronte a una responsabilità e a una prospettiva inedita. La serie, chiudendo le sue indagini di polizia, apre dunque una riflessione più intima e profonda sul senso del dolore e sulla possibilità di andare avanti nonostante tutto, un tema che da sempre percorre le pagine di de Giovanni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.