Napoli, la denuncia dei turisti israeliani e gli adesivi pro Gaza: il caso diventa politico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quello che poteva sembrare un banale diverbio tra una ristoratrice e due clienti ha assunto, nel giro di pochi giorni, i contorni di una vicenda ben più complessa, destinata a dividere non solo l’opinione pubblica ma anche a riaccendere tensioni legate al conflitto mediorientale. La lite avvenuta nel locale “La Taverna a Santa Chiara”, tra la titolare Nives Monda e i coniugi israeliani Geulah e Raul Moses, ha infatti superato i confini di una semplice discussione, trasformandosi in un caso giudiziario e politico.

I due turisti, dopo l’alterco, hanno presentato una denuncia formale presso i carabinieri del Nucleo operativo di Napoli Centro, sostenendo di essere stati vittime di discriminazione per la loro nazionalità. Una versione dei fatti che, però, non trova d’accordo tutti. Da una parte c’è chi, come l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, ha espresso solidarietà alla ristoratrice, mentre dall’altra si moltiplicano le prese di posizione a sostegno dei Moses.

Intanto, nel centro storico di Napoli sono comparsi adesivi con scritte come «Sionisti non benvenuti», segno di un clima sempre più polarizzato. E se il consigliere regionale del Pd, Francesco Emilio Borrelli, ha difeso Nives Monda affermando che «provare repulsione verso il governo Netanyahu non significa essere antisemiti», la vicenda si è ulteriormente complicata dopo le rivelazioni di alcune attiviste di Bari, secondo le quali la stessa turista israeliana avrebbe offeso un gruppo di donne durante un evento pubblico, definendole «amiche di Hamas».

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