Bonus edilizi, la svolta del 2026: priorità alle giovani coppie e proroga del bonus mobili
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Redazione Economia
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Il panorama degli incentivi fiscali per la casa, dopo aver trainato per anni il settore delle costruzioni, si appresta a una significativa riorganizzazione i cui contorni, sebbene non definitivi, delineano un cambio di rotta che tocca sia i destinatari che le modalità di accesso. Sotto il pressing politico di Fratelli d’Italia, infatti, il baricentro del cosiddetto bonus edilizio, una delle misure cardine della prossima Legge di Bilancio, si sta spostando con decisione dal sostegno ai lavori condominiali – che per lungo tempo hanno rappresentato il fulcro degli interventi – verso un sostegno più mirato, volto a favorire in particolar modo le giovani coppie che intendono ristrutturare la propria abitazione. Va tuttavia specificato che una versione finale della norma, la quale stanzia complessivamente 15 milioni di euro, non è ancora stata definita nel dettaglio, lasciando molti degli aspetti operativi, quelli che determineranno i confini effettivi del contributo, al futuro decreto attuativo e al bando che ne seguirà.
La conferma del bonus mobili per un altro anno
Parallelamente a questa ridefinizione delle priorità, il Governo ha confermato, per il 2026, la proroga del bonus mobili, un’agevolazione che consente la detrazione IRPEF per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. La misura, inserita nel disegno di legge di Bilancio, introduce però una condizione stringente per chi vuole usufruirne: gli acquisti effettuati nel corso del prossimo anno dovranno essere obbligatoriamente agganciati a interventi di recupero del patrimonio edilizio che siano stati avviati a partire dal primo gennaio 2025. Una tempistica che, di conseguenza, riduce drasticamente le possibilità per tutti coloro i quali hanno iniziato i lavori nel 2024, ai quali rimane un lasso di tempo piuttosto limitato per poter accedere alla detrazione.
Il contesto di crisi del settore edilizio
La scelta di mantenere in vita questi strumenti di sostegno, seppur con indirizzi mutati, non è avulsa dal contesto economico generale, che vede il comparto dell’edilizia attraversare una fase di netto rallentamento. Nei primi sette mesi dell’anno, le imprese del settore hanno infatti fatturato per lavori agevolati dal Fisco una cifra inferiore del 22% rispetto allo stesso periodo del 2024; un dato, questo, che emerge chiaramente dall’analisi dell’ammontare delle ritenute d’acconto incassate dall’Erario attraverso i cosiddetti “bonifici parlanti”, indispensabili per ottenere poi lo sconto sulle imposte in sede di dichiarazione dei redditi. Un calo di tale portata, che si traduce in minori entrate per lo Stato sotto forma di Irpef e Iva, e che in prospettiva potrebbe comportare un aumento dei casi di ricorso alla cassa integrazione, ha senza dubbio influito sulla decisione di bloccare, almeno per tutto il 2026, un’ulteriore stretta sull’importo dei bonus stessi.
La stabilizzazione delle aliquote al 50% e al 36%
È in questo scenario, caratterizzato da un’evidente contrazione del mercato, che si colloca l’intervento legislativo volto a scongiurare il taglio automatico delle detrazioni, il quale, in assenza di un provvedimento specifico, avrebbe ridotto l’aliquota a partire dal prossimo primo gennaio. Senza un intervento correttivo, le agevolazioni sarebbero infatti scese al 36% per gli interventi sulla prima casa e a un più contenuto 30% per tutte le altre tipologie di immobile. La manovra economica del 2026, pertanto, ha di fatto congelato questa riduzione, stabilizzando per un altro anno le detrazioni fiscali, che rimarranno così al 50% in alcune circostanze e al 36% in altre, cercando di offrire un orizzonte di certezza a un settore che mostra chiari segni di affaticamento.




