La sfiducia a Toti respinta tra proteste e polemiche
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Redazione Interno
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La mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni contro il presidente Giovanni Toti, ai domiciliari da quasi un mese, è stata respinta. La seduta del Consiglio regionale, convocata per discutere la mozione, si è trasformata in un vero e proprio ring, con frecciate al veleno scoccate da una parte all’altra dell’aula e continui battibecchi tra il pubblico sugli spalti.
Il ruolo di Alessandro Piana
La squadra di governo, capitanata dal presidente ad interim Alessandro Piana, non ha certo vestito i guantoni dello sparring partner. La miglior difesa, si sa, è l’attacco. E così è stato.
La protesta dei manifestanti
Fuori, i manifestanti, una cinquantina, gridavano: «Dimissioni». Per terra c'erano le scarpe. Settantaquattro paia, uno per ogni mille euro che Aldo Spinelli ha dato a Giovanni Toti. I manifesti inalberati come vessilli non facevano distinzioni: «La corruzione fa sparire le persone comuni».
Il voto del consiglio regionale
Dentro, la maggioranza di centrodestra si contava e respingeva l'assalto delle opposizioni: dopo una giornata di interventi e discussioni, la mozione di sfiducia veniva messa ai voti e respinta; finiva 18 a 11, assente il capogruppo di Azione Pippo Rossetti che non aveva firmato il documento.
Le reazioni alla decisione
Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, commentava il voto del consiglio regionale della Liguria che ha respinto la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti del presidente Giovanni Toti, agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Ameglia dallo scorso 7 maggio, giorno in cui sono scattate le misure cautelari a seguito dell'inchiesta sulla presunta corruzione avvenuta tra istituzioni regionali e parte del mondo portuale genovese. Lupi ha dichiarato: "Ora ci aspettiamo da magistratura segnale di disponibilità e serietà".




