Fifa, Infantino si stringe ai fedelissimi. L'Argentina sostiene il presidente: "Modello trasparente"
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Redazione Sport
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La bufera che si è abbattuta su Gianni Infantino a causa del progetto Fifa Forward Enterprise, ritirato nel giro di pochissimi giorni dopo una levata di scudi senza precedenti da parte di confederazioni e federazioni, non sembra aver scalfito più di tanto il fronte dei suoi sostenitori più convinti.
Anzi, a dire il vero, nelle ultime ore si è registrata una mobilitazione in suo favore che assume i contorni di una vera e propria controffensiva diplomatica, con prese di posizione ufficiali giunte da più parti e capaci di ribadire, senza troppi giri di parole, la fiducia nella leadership dello svizzero a pochi mesi dal Congresso Fifa che, come noto, si terrà a marzo del 2027 e che dovrebbe sancire il rinnovo o meno del suo mandato alla guida del massimo organismo calcistico mondiale.
Il fronte compatto dei fedelissimi: dalla Caf all'Argentina
Tra i messaggi di sostegno più significativi spicca senza dubbio quello della Confederazione africana di calcio, la Caf, che ha voluto manifestare pubblicamente il proprio appoggio a Infantino in un momento oggettivamente delicato per la sua immagine internazionale. E a questa voce si è aggiunta, con un tempismo che appare tutt'altro che casuale, anche quella della Federazione argentina, l'Afa, che attraverso un lungo comunicato diffuso dai propri canali ufficiali ha scelto di schierarsi in maniera compatta dalla parte del presidente uscente.
Il testo della nota, che porta la firma del Comitato Esecutivo, non lascia spazio ad ambiguità e sottolinea come l'operato degli ultimi dieci anni sia stato improntato a obiettivi chiari e condivisibili, tra cui lo sviluppo globale del calcio e la solidità istituzionale.
"Ci rivolgiamo a lei, caro Presidente, e per il suo autorevole tramite alla dirigenza della Fifa, per esprimere il nostro sostegno", si legge nel documento, che insiste con forza sul concetto di un modello di governance chiaro, stabile e trasparente, capace di rispettare le procedure democratiche che dovrebbero contraddistinguere l'azione di un ente internazionale complesso come la Fifa.
La bufera sul progetto Forward Enterprise e le critiche alla gestione
Il sostegno pubblico all'operato di Infantino arriva, va detto, in un clima di forte tensione alimentato proprio dal fallimento del progetto Fifa Forward Enterprise, una iniziativa ambiziosa che prevedeva la cessione di quote dei Mondiali a investitori privati e che, di fatto, avrebbe stravolto l'assetto proprietario della competizione più importante del pianeta.
L'opposizione, però, è stata così dura e compatta da costringere il presidente a fare marcia indietro in tempi record, determinando una battuta d'arresto che molti osservatori hanno letto come un significativo arretramento sul piano del potere e dell'autorevolezza personale.
In questo contesto, non sono mancate voci critiche anche molto dure, come quella della Norvegia che, attraverso le parole della propria presidente Lise Klaveness, ex calciatrice di discreto livello, ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Infantino, denunciando una presunta mancanza di etica sia nella gestione della vicenda legata alla privatizzazione dei Mondiali, sia in relazione all'assegnazione del cosiddetto "Premio per la pace FIFA" a Donald Trump, una decisione che ha scatenato non poche polemiche negli ambienti politici e sportivi internazionali.
La replica della Fifa e le mosse in vista del Congresso di marzo 2027
Nonostante il terremoto politico che ha scosso i piani alti del calcio mondiale, la Fifa ha già fatto sapere, tramite propri canali ufficiali, che Infantino non ha alcuna intenzione di dimettersi e che intende restare al proprio posto per portare avanti il mandato fino alla scadenza naturale. Un messaggio chiaro, che trova ora un prezioso rinforzo nelle dichiarazioni di fedeltà provenienti da Buenos Aires e da altre capitali del calcio mondiale, a dimostrazione del fatto che, nonostante le crepe, il presidente può ancora contare su una rete di alleanze solide e ben radicate.
Le prossime settimane, con l'avvicinarsi del Congresso elettorale di marzo, si preannunciano dunque decisive per capire se questo sostegno si tradurrà in un effettivo rinnovo della fiducia o se, al contrario, le critiche riusciranno a montare fino a mettere in seria discussione la permanenza dello svizzero alla guida della Fifa. Quel che è certo, per ora, è che la partita è apertissima e che Infantino, da abile stratega qual è, ha deciso di giocarsi tutte le carte a disposizione, a cominciare da quelle dei suoi fedelissimi.
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