Addio a Fulco Pratesi, pioniere dell’ambientalismo italiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Fulco Pratesi, architetto, giornalista, illustratore e fondatore del Wwf Italia, è morto sabato 1 marzo all’età di 90 anni. La sua scomparsa, avvenuta all’ospedale di Roma, ha lasciato un vuoto profondo non solo nel mondo ambientalista, ma anche in quello alpinistico e culturale, che lo ricordano come una figura centrale nella difesa della natura e della biodiversità. Pratesi, nato il 6 settembre 2024, aveva da poco festeggiato i 90 anni, e proprio in quei giorni era in stampa il numero autunnale di Panda, la rivista del Wwf Italia, con una copertina a lui dedicata e un’intervista che ripercorreva la sua vita e il suo impegno per il Pianeta.

La sua storia, che ha segnato un’epoca, inizia nel 1966 con la fondazione del Wwf Italia, un’organizzazione che ha rivoluzionato il modo di concepire la tutela ambientale nel nostro Paese. Pratesi, che aveva abbandonato il fucile da caccia durante un viaggio in Turchia dopo aver incrociato lo sguardo di una mamma orsa con tre cuccioli, ha dedicato la sua esistenza a promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati al rapido sviluppo industriale degli anni Sessanta. La sua attività di divulgatore, affiancata a quella di giornalista, ha contribuito a diffondere un messaggio chiaro: la natura è un miracolo da preservare, non una risorsa da sfruttare.

L’Associazione ambientalista, nel ricordarlo, ha sottolineato il suo ruolo di pioniere, capace di ispirare generazioni con il suo esempio. “È stato uno straordinario divulgatore e il suo esempio rimarrà per sempre”, ha dichiarato il Wwf, ricordando l’orgoglio di Pratesi per le oltre 100 Oasi Wwf, che conosceva una per una. I figli – Isabella, Carlo Alberto, Francesco e Olympia – e i nipoti, ai quali l’Associazione si è stretta con commozione, portano avanti il suo lascito, fatto non solo di parole ma di azioni concrete.

Anche l’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha voluto rendere omaggio a Pratesi, definendolo un punto di riferimento per la cultura della sostenibilità. Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, ha ricordato come la sua creatività e gentilezza abbiano svolto un ruolo trainante nel diffondere la consapevolezza che ogni essere umano ha il diritto e il dovere di amare e custodire la natura, di cui è parte integrante.

La sua ultima intervista, rilasciata in occasione del suo compleanno, è stata un testamento spirituale: “La natura è un miracolo”, aveva detto, riassumendo in poche parole una vita intera spesa a difenderla. Quel giorno a Pantanello, quando decise di abbandonare la caccia per dedicarsi all’ambientalismo, segnò l’inizio di un percorso che ha cambiato il volto dell’ecologismo italiano.

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