Addio a Enzo Ferrari, l’ex tecnico dell’Avellino e dell’Udinese di Zico
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Redazione Sport
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Il calcio italiano perde una delle sue figure più poliedriche: Enzo Ferrari, ex calciatore e allenatore, è scomparso all’età di 82 anni. Nato a San Donà di Piave nel 1942, Ferrari – che amava precisare di chiamarsi "Ferrari Enzo", per evitare confusioni con il celebre fondatore della casa automobilistica – ha lasciato il segno sia in campo che in panchina.
Da attaccante, dotato di una velocità notevole e di un tiro potente, disputò un campionato di Serie B con il Genoa nel 1967-68, mettendo a segno 14 reti in 36 partite e contribuendo alla salvezza dei rossoblù in un torneo che, allora, vedeva in lizza 21 squadre. La sua carriera da giocatore lo portò anche a vestire le maglie di Udinese, Arezzo e Palermo, prima di intraprendere la strada dell’allenamento.
Sui banchi, Ferrari guidò squadre di rilievo, lasciando un’impronta particolare all’Udinese, dove nella stagione 1980-81 ereditò una squadra che annoverava talenti come Franco Causio, Edinho e Zico. La sua avventura in Friuli si protrasse per tre stagioni, prima di approdare in Spagna, al Real Saragozza, nel 1984-85. Ma è forse in Italia che il suo nome resta legato a un’esperienza breve ma significativa: quella all’Avellino, subito dopo la retrocessione dalla Serie A nel 1988.
Alla guida dei "lupi" irpini, Ferrari tentò il ritorno immediato in massima serie, ma la sua avventura si interruppe alla tredicesima giornata del campionato di B 1988-89. Nonostante il percorso si chiudesse anzitempo, il suo passaggio rimane un tassello nella storia del club.




