Sfida social pericolosa: un 18enne viaggia per 100 km aggrappato a un treno
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Redazione Interno
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Un 18enne ha rischiato la vita per una sfida social, viaggiando per 100 chilometri aggrappato a un treno. Questo episodio di train surfing, una pratica pericolosa e inutile che consiste nel viaggiare agganciandosi ai vagoni di un treno per scattare foto o girare video da condividere online, è avvenuto a Pescara.
Il viaggio e le conseguenze
Il giovane, che non è nuovo a questo genere di "imprese", ha viaggiato per circa 100 chilometri, aggrappandosi alla parte posteriore di un treno Intercity, il diretto Civitanova Marche-Pescara. È stato trovato mezzo acciaccato, barcollante e indolenzito a ciondolare tra i binari della stazione di Pescara. Il ferroviere che l'ha visto, ha chiamato l'ambulanza, la polizia ferroviaria, l'ospedale e ha rintracciato i genitori del ragazzo.
Il contesto sociale
Questo episodio mette in luce una tendenza preoccupante tra i giovani: la ricerca di azioni estreme, "no limits", per ottenere qualche like e visualizzazione in più sui social. Questi giochi pericolosi, come il train surfing o i tuffi alla cieca dal Ponte del Mare, stanno diventando sempre più popolari tra i giovani, con il rischio di rischiose emulazioni.
Il ruolo degli adulti
Secondo gli esperti, alla base di queste tendenze c'è la perdita del ruolo educativo di scuola e genitori. È difficile stabilire se si tratti di semplici goliardate o di un segnale di smarrimento profondo della percezione della gravità dei propri atti. Tuttavia, è chiaro che scuola e genitori devono recuperare il loro ruolo educativo per prevenire comportamenti così pericolosi.




