Morte in prigione: la vita di Matteo Concetti si spegne
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Redazione Interno
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Matteo Concetti, un giovane detenuto di 25 anni, è stato trovato morto nel carcere Montacuto di Ancona la sera del 5 gennaio. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un suicidio. Il giovane, originario di Rieti, soffriva di una patologia psichiatrica e aveva un disperato bisogno di cure.
Un colloquio straziante
La mattina del giorno della sua morte, Matteo aveva avuto un colloquio con la madre, Roberta Faraglia, durante il quale si era mostrato disperato e aveva implorato di non dover tornare in carcere. Ora, la signora Faraglia chiede giustizia per suo figlio, affermando che "lo hanno lasciato morire come un cane".
Isolamento e mancanza di cure
Matteo era in isolamento dal 4 gennaio, un giorno prima della sua morte. Nonostante le sue condizioni psichiche, un medico del carcere aveva dato l'ok per il suo isolamento, avendo accesso alle sue cartelle mediche. La madre del giovane sostiene che il figlio non abbia ricevuto le cure di cui aveva bisogno.
Indagini in corso
La Procura di Ancona ha aperto un fascicolo di indagine sulla morte del giovane, ipotizzando l'istigazione al suicidio. Matteo era stato trasferito dal carcere di Fermo a quello di Montacuto e si trovava in regime di isolamento. Ad agosto avrebbe terminato di scontare la sua pena. Nei prossimi giorni è prevista l'autopsia per fare luce sulla tragica vicenda.
Una richiesta di attenzione
In seguito alla morte di Matteo, la Fsa-Cnpp ha espresso il suo dolore e ha chiesto maggiore attenzione per la situazione dei detenuti. La questione della salute mentale in carcere è un problema sempre più pressante, che richiede soluzioni urgenti per prevenire altre tragedie come quella di Matteo Concetti.




