Tesoro vende un altro 15% di Mps
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Redazione Economia
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Il Ministero dell'Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, ha recentemente ridotto ulteriormente la sua partecipazione in Monte dei Paschi di Siena (Mps), vendendo un ulteriore 15% delle azioni della banca senese. L'operazione, avvenuta attraverso una procedura di "accelerated bookbuilding", ha visto la vendita iniziale del 7% delle azioni per un valore di poco inferiore ai 500 milioni di euro. Tuttavia, a fronte di una domanda che ha superato di oltre il doppio l'ammontare iniziale, il Tesoro ha deciso di mettere a disposizione un ulteriore 8%, portando così la quota complessiva ceduta al 15%.
Questa mossa ha ridotto la partecipazione del Ministero dell'Economia in Mps dal 26,7% all'11,7%, segnando un passo significativo nella strategia di disimpegno dello Stato dalla banca. La vendita ha fruttato al Tesoro circa 1,1 miliardi di euro, una cifra considerevole che testimonia l'interesse degli investitori per l'istituto senese.
Gran parte della domanda per le azioni di Mps è arrivata dal Gruppo Bpm, che insieme ad altri investitori italiani come Caltagirone e Delfin, ha contribuito a formare un nuovo nucleo duro di azionisti italiani. Questo gruppo di investitori potrebbe rappresentare un passo verso la creazione di un terzo polo bancario in Italia, un'ipotesi che ha già iniziato a suscitare fermento nel settore bancario nazionale.
La reazione dei mercati è stata positiva, con il titolo Mps che ha registrato un rialzo teorico di 15 punti all'apertura delle contrattazioni a Piazza Affari. Anche gli altri titoli coinvolti nell'operazione, come Banco Bpm e Anima, hanno visto un aumento delle loro quotazioni.




