La polonia contro zelensky: il presidente nawrocki vuole revocare l’ordine dell’aquila bianca per gli “eroi dell’upa”
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Redazione Esteri
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È un’onta che Varsavia non è più disposta a tollerare, quella della glorificazione di una formazione, l’Esercito Insurrezionale Ucraino (Upa), la cui storia – segnata da epurazioni etniche sistematiche – rappresenta ancora oggi una ferita aperta nel cuore della nazione polacca.
La decisione, improvvisa e dirompente, è arrivata direttamente dal presidente Karol Nawrocki: l’obiettivo dichiarato è quello di strappare dal petto del leader ucraino Volodymyr Zelensky l’Ordine dell’Aquila Bianca, la più alta onorificenza statale della Repubblica di Polonia. ilfattoquotidiano +2
Un riconoscimento, quest’ultimo, che era stato conferito a Zelensky nel 2023 dal suo predecessore Andrzej Duda come sigillo dell’alleanza anti-russa, ma che oggi, alla luce degli ultimi eventi, rischia di trasformarsi in un macigno nei rapporti bilaterali. ilfattoquotidiano +2
Nawrocki, che ha annunciato l’intenzione di inserire la questione all’ordine del giorno della riunione del Capitolo dell’Ordine prevista per l’8 giugno, ha motivato la sua ferma presa di posizione con un senso di “profonda indignazione”, sottolineando come un simile gesto non solo offenda la memoria delle vittime, ma alimenti anche la macchina propagandistica del Cremlino. ilfattoquotidiano +2
La radice del conflitto: un decreto e una memoria divisa
La scintilla che ha riacceso le ostilità diplomatiche è stata un decreto firmato da Zelensky il 26 maggio scorso, con il quale si è deciso di intitolare un’unità d’élite delle forze per le operazioni speciali ucraine con la dicitura “agli eroi dell’Upa”.
Un atto, questo, che Kiev ha giustificato come un tentativo legittimo di ripristinare le tradizioni storiche e lo spirito di resistenza dei propri combattenti contro l’oppressione prima nazista e poi sovietica. ilmanifesto +2
Tuttavia, per la stragrande maggioranza dei polacchi – e per le istituzioni della memoria nazionale come l’Istituto della Memoria Nazionale – l’Upa rappresenta esattamente l’opposto: un’organizzazione criminale collaborazionista, responsabile di massacri e pulizie etniche che, tra il 1943 e il 1945, insanguinarono le regioni di Volinia e della Galizia Orientale. ilfattoquotidiano +2
Le stime, sebbene variabili, parlano di cifre che fanno rabbrividire: secondo molti storici, le vittime polacche di quell’orrore superarono quota centomila, un conto salato che nessun governo di Varsavia può permettersi di dimenticare. ilmanifesto +2
Reazioni durissime: da Tusk a Walesa, la politica polacca si compatta
Se Nawrocki ha brandito l’arma della revoca onorifica, il resto della classe dirigente polacca non è stato da meno nell’esprimere un’aspra condanna trasversale.
Il primo ministro Donald Tusk, solitamente su posizioni più europeiste e moderate, si è unito al coro di proteste, dimostrando come la memoria storica della strage di Volinia sia un tema capace di unire gli schieramenti opposti della politica nazionale al di là delle usuali barricate ideologiche. ilmanifesto +2
A fare da eco, le parole del ministro coordinatore dei Servizi Speciali, Tomasz Siemoniak, che non ha esitato a definire la scelta di Zelensky un “errore fatale”, un atto di autolesionismo diplomatico capace di erodere quel sostegno emotivo che la società polacca ha dimostrato verso i profughi di guerra fin dai primi giorni dell’invasione russa. ilfattoquotidiano +2
Ancora più plastica e simbolica è stata la reazione del premio Nobel ed ex presidente Lech Walesa, che ha annunciato pubblicamente di essersi tolto la coccarda ucraina dal petto, sentendosi personalmente insultato da un capo di Stato che ora, ha dichiarato, non potrà più contare sul suo appoggio. ilfattoquotidiano +2
L’incognita europea e il peso delle alleanze strategiche
Al di là del clamore mediatico e delle dichiarazioni a effetto, questa frattura apre uno scenario geopolitico complesso per il futuro prossimo dell’intero fronte orientale. La Polonia, lo si dimentica spesso, è stata finora uno dei più strenui sostenitori della resistenza ucraina, un hub logistico fondamentale per l’invio di armi e un avversario convinto dell’espansionismo russo. ilfattoquotidiano +2
Tuttavia, Nawrocki ha chiarito che il sostegno a Kiev contro “il bandito Vladimir Putin” rimane una priorità strategica, ma non può più prescindere dal rispetto reciproco e dalla rettifica di quelle che Varsavia considera menzogne storiche. D’altronde, la tensione per la memoria dell’Upa non è che l’ultimo, doloroso capitolo di un rapporto già messo a dura prova dalle recenti dispute sui dazi agricoli e sulla concorrenza nel settore degli autotrasporti. huffingtonpost +2
Il presidente polacco, nella sua arringa, ha sferzato l’Establishment europeo che per anni ha fatto pressing per un’accelerazione dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione, sottolineando come, in materia di valori e di ricostruzione della verità storica, il Paese di Zelensky non sia ancora pronto per sedere al tavolo delle grandi famiglie europee. huffingtonpost +2




