La Ferrari accorcia le distanze ma paga ancora la potenza della Mercedes: secondo fila tutta rossa a Shanghai
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Redazione Sport
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La seconda fila tutta Ferrari, quella che domani vedrà Lewis Hamilton precedere Charles Leclerc nello schieramento di partenza del Gran Premio di Cina, rappresenta una fotografia nitida, seppur parziale, del momento che attraversa la Scuderia di Maranello in questo avvio di campionato 2026. Il dato confortante, per gli uomini guidati da Frederic Vasseur, risiede nel margine sensibilmente ridotto nei confronti della Mercedes, la scatenata antenata che continua a dettare il passo sia in qualifica sia, verosimilmente, in gara. Se nel fine settimana d’apertura in Australia il distacco dal riferimento cronometrico delle Frecce d'Argento si aggirava attorno agli otto decimi, sul tracciato di Shanghai il divario si è più che dimezzato, attestandosi sui trecentosessantaquattresimi che separano la SF-26 di Leclerc dal poleman a sorpresa, quel Kimi Antonelli capace di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro dei più giovani partenti al palo nella storia della Formula Uno.
Eppure, nonostante il passo in avanti compiuto nella messa a punto della vettura e nella ricerca della prestazione sul giro secco, la sostanza non muta: la power unit targata Mercedes, anche nella sua declinazione clienti, dispone di una potenza superiore, un vantaggio che diventa palese nei lunghi rettilinei dello Shanghai International Circuit. Lo ha riconosciuto lo stesso Vasseur al termine delle qualifiche, sottolineando come la crescita sia innegabile — “eravamo dietro di otto decimi a Melbourne, di sei venerdì, di quattro oggi” ha scandito il team principal — ma contestualmente ammettendo che la scuderia anglo-tedesca gode ancora di un margine considerevole in termini di velocità di punta. Un gap che la Sprint Race, vinta da George Russell con le Ferrari di Leclerc e Hamilton a completare il podio, aveva già messo in luce, nonostante la buona capacità di gara mostrata dalle rosse.
Dal canto suo, Charles Leclerc non ha nascosto una certa frustrazione per un piazzamento, il quarto, che lo vede soccombere per pochi millesimi al nuovo compagno di squadra. Il monegasco, dopo le qualifiche, è apparso autocritico fino all’estremo, quasi rassegnato a un deficit personale su questa pista, dove ammette di non riuscire a esprimersi ai massimi livelli. Le sue parole, cariche di una schiettezza inconsueta, lasciano intendere come il lavoro da fare non sia solo sulla monoposto ma anche sul proprio approccio alla guida in configurazione da giro veloce. Hamilton, al contrario, pur consapevole che la strada per competere ad armi pari con le vetture di Brackley sia ancora lunga, ha preferito sottolineare i passi avanti compiuti dal team, complimentandosi peraltro con il giovane Antonelli per lo storico risultato ottenuto.




