L'Agenzia delle entrate definisce le regole per il collegamento tra pos e registratore di cassa
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Redazione Economia
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Con un provvedimento tecnico di fine ottobre, l'Agenzia delle entrate ha dettagliato le modalità operative per quella che costituisce una delle principali novità in materia di lotta all'evasione per il prossimo anno. Il cuore della disposizione, la cui attuazione è prevista a partire dal primo gennaio 2026, risiede nell'obbligo di "piena integrazione e interazione" fra i sistemi di registrazione dei corrispettivi e gli strumenti di pagamento elettronico, un adempimento introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e finalizzato a un controllo più stringente e automatico sulle transazioni commerciali. L'interconnessione, che avverrà attraverso un servizio web dedicato senza richiedere interventi fisici sui dispositivi già in uso, segna un passo significativo nel percorso di digitalizzazione del controllo fiscale.
Le tempistiche e le procedure tecniche
Sebbene la decorrenza dell'obbligo sia fissata per l'inizio del 2026, il provvedimento n. 424470 del 31 ottobre 2025 ha stabilito dei termini effettivi per il collegamento che appaiono più ampi di quanto inizialmente previsto dalla norma, concedendo agli esercenti un periodo di assestamento. L'Agenzia delle entrate, la quale ha fornito istruzioni precise sulle procedure tecniche da seguire, ha dunque delineato un percorso che mira a garantire l'effettiva interoperabilità tra i registratori telematici e i pos, i quali dovranno dialogare in maniera fluida e continua.
Il meccanismo di controllo anti-evasione
L'obiettivo primario del nuovo sistema, come è facile intuire, è quello di consentire all'amministrazione finanziaria di individuare in tempo reale eventuali incongruenze tra i flussi di incassi registrati dai pos e quelli dichiarati attraverso i registratori telematici. Questo incrocio automatico dei dati, che punta a scovare ricavi non dichiarati, rappresenta un'evoluzione potente delle strategie di accertamento. Si stima, del resto, che a regime questo meccanismo potrebbe garantire un gettito aggiuntivo di decine di milioni di euro, colmando un vuoto di tracciabilità che ha caratterizzato per anni i pagamenti digitali.
Il quadro sanzionatorio
La mancata ottemperanza all'obbligo di collegamento non sarà priva di conseguenze, con l'Agenzia delle entrate che ha previsto un apparato sanzionatorio specifico. Le violazioni, che verranno certamente monitorate con attenzione, potrebbero comportare l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, le quali possono raggiungere l'importo di quattromila euro. Si tratta di una misura che sottolinea l'importanza strategica attribuita dal governo a questo strumento di verifica, configurandosi come un tassello fondamentale della più ampia strategia di contrasto all'evasione fiscale nei settori del commercio e dei servizi.




