Leone XIV apre la causa di canonizzazione di don Di Liegro: “Il prete degli ultimi sia esempio per i sacerdoti”
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Redazione Interno
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«Ho approvato con gioia la decisione di compiere i passi necessari perché sia avviata l'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di don Luigi Di Liegro, presbitero di questa Chiesa, morto il 12 ottobre 1997». L'annuncio di papa Leone XIV è arrivato nel pomeriggio del 18 settembre, nella basilica di San Giovanni in Laterano, davanti all'Assemblea diocesana che apre l'anno pastorale. Un applauso fragoroso e spontaneo ha accolto le parole del Pontefice, che ha indicato nel fondatore della Caritas di Roma un modello per tutti i sacerdoti.
Il discorso del Papa ha preso le mosse dal Vangelo di Giovanni, dalle due domande che Gesù risorto rivolge a Maria Maddalena: «Perché piangi? Chi cerchi?». Leone XIV le ha fatte proprie, rivolgendole alla Chiesa di Roma e all'intera città. «A volte si moltiplicano le proposte, le attività, gli incontri e si smarrisce il centro, il senso evangelico di ciò che si fa», ha ammonito il Pontefice, che ha chiesto alla diocesi di intraprendere un cammino di verifica pastorale, un metodo fatto di ascolto e discernimento.
Non un nuovo programma, dunque, ma uno stile: fermarsi, rileggere ciò che accade, riconoscere i frutti e le fatiche, chiedersi il perché delle scelte e dei risultati. Un invito a «fare verità», come ha sintetizzato lo stesso Leone XIV, per essere solidali con il destino di Roma, a contatto con le sue ferite e le sue trasformazioni.
Al centro dell'omelia e del discorso lateranense, la figura di don Luigi Di Liegro. Nato a Gaeta il 16 ottobre 1928, ordinato sacerdote nel 1953, fu direttore del Centro pastorale diocesano prima di diventare, nel 1979, il primo direttore della Caritas di Roma, incarico mantenuto fino alla morte, avvenuta a Milano il 12 ottobre 1997.
Per Leone XIV, il dono di don Luigi non risiede anzitutto nelle opere realizzate. «Prima di costruire qualunque cosa, ha voluto “vedere”», ha ricordato il Papa, citando l'indagine sulla religiosità dei romani commissionata nel 1969. Da quella capacità di ascolto della realtà nasceva la sua azione, orientata a comprendere le cause della povertà prima che la persona fosse esclusa dalla società. «Il discernimento è questa domanda: Signore, dove sei?», soleva ripetere, come ha rammentato lo stesso Pontefice.
La notizia dell'avvio dell'iter diocesano ha trovato immediata eco nel mondo della Caritas romana. Monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare emerito di Roma e successore di don Di Liegro alla guida dell'organismo, ha parlato di «grande gioia» per tutto il mondo della Caritas e per quanti lo hanno conosciuto.
Di Tora ha ricordato la dedizione totale del sacerdote ai poveri e agli ultimi della città, il suo invito a «sporcarsi le mani», la partecipazione commossa al suo funerale, dove «erano presenti i poveri insieme al Presidente della Repubblica». E poi l'impegno accanto ai minatori italiani in Belgio, a Marcinelle, e l'attenzione al mondo operaio, che don Luigi aveva portato a Roma negli anni del boom economico.
La sua idea di carità, del resto, andava oltre l'assistenza. Don Di Liegro, spesso chiamato «il prete degli ultimi», cercava di intervenire sulle cause dell'emarginazione, promuovendo centri di ascolto, mense, strutture di accoglienza, servizi per immigrati e senza dimora, assistenza per i malati di Aids. A Roma l'ostello e la mensa serale di via Marsala portano ancora oggi il suo nome. Nel 2025 le sue spoglie sono state traslate dal cimitero del Verano alla basilica dei Santi XII Apostoli.
Nel suo intervento, Leone XIV ha rivolto un ringraziamento dettagliato a ogni componente della diocesi, rappresentata dalle 334 parrocchie sparse su un territorio di 881 chilometri quadrati. Quindi ha rilanciato le attenzioni per il cammino pastorale: incontrare Cristo e farlo incontrare, generare comunità libere e riconciliate, abitare e servire la città, formare il Popolo di Dio. «Roma non è lo sfondo indifferente delle nostre comunità: è il luogo della nostra missione», ha affermato il Pontefice.
L'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di don Luigi Di Liegro rappresenta la prima fase del percorso che potrebbe portare alla beatificazione e alla canonizzazione. Il promotore dello storico convegno del 1974 sui «mali di Roma», l'uomo che aveva fatto del Vangelo un principio di ascolto della realtà urbana e delle sue periferie, entra così ufficialmente nel novero dei servi di Dio della Chiesa romana.
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