Verona senza sacerdoti, la diocesi apre a donne e laici nelle parrocchie
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Redazione Interno
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La crisi dei sacerdoti spinge la diocesi di Verona a riorganizzare la gestione delle parrocchie con un’apertura diretta a donne e laici nel ruolo di guide pastorali. La decisione è emersa durante l’assemblea diocesana conclusasi il 16 maggio 2026 a Isola della Scala, dove circa tremila persone hanno partecipato all’incontro guidato dal vescovo Domenico Pompili. Tra le proposte votate c’è la possibilità di affidare incarichi di governo delle comunità anche a uomini e donne laici, normalmente riservati ai preti. Una scelta che nasce dalla diminuzione delle vocazioni e dalla necessità di mantenere attiva la presenza nelle parrocchie del territorio veronese.
Nel corso dell’assemblea è stato sottolineato come “le parrocchie valorizzano la presenza delle donne nelle nostre comunità”, frase riportata anche da L’Arena di Verona. L’iniziativa non riguarda soltanto un supporto organizzativo, ma introduce l’ipotesi di un coinvolgimento più diretto nella guida pastorale delle comunità locali. Le proposizioni approvate dovranno ora essere sviluppate in vista di una possibile applicazione concreta. Il tema è emerso con forza durante l’incontro al Palariso di Isola della Scala, che ha raccolto fedeli, religiosi e rappresentanti della diocesi attorno a un confronto sulla trasformazione della vita parrocchiale.
Le indicazioni del vescovo Domenico Pompili
Tra i momenti centrali della giornata c’è stato il discorso introduttivo del vescovo Domenico Pompili, accompagnato da testimonianze, momenti di preghiera e riflessioni sulla situazione della diocesi. Telepace ha trasmesso alcuni passaggi dell’assemblea sul canale 76 e successivamente sul proprio canale YouTube, pubblicando immagini e interventi della giornata del 16 maggio. Il titolo “La gioia dell’incontro” ha accompagnato il racconto dell’evento, con voci e volti dei partecipanti e le indicazioni offerte dal vescovo sulla necessità di affrontare il calo dei sacerdoti con nuovi strumenti organizzativi e pastorali.
La proposta delle guide pastorali rappresenta uno dei punti più discussi emersi dall’assemblea. Il testo approvato prevede infatti la possibilità di assegnare responsabilità di governo delle comunità anche a laici e laiche in assenza di sacerdoti. Non si tratta ancora di una misura già operativa, ma di un indirizzo che la diocesi dovrà approfondire nei prossimi mesi. La presenza di tremila persone all’incontro mostra la centralità del tema all’interno della Chiesa veronese, alle prese con una riduzione progressiva del numero di preti disponibili per seguire le parrocchie.
Il dibattito e il contesto emerso durante l’assemblea
L’assemblea diocesana si è svolta in un clima segnato dal confronto sul futuro delle comunità parrocchiali e sul ruolo crescente dei laici. Le testimonianze iniziali e i momenti di preghiera hanno accompagnato una riflessione più ampia sul cambiamento della struttura pastorale. Il tema della scarsità di sacerdoti è stato affrontato come una questione concreta che incide direttamente sull’organizzazione delle parrocchie e sulla continuità delle attività religiose. Da qui la scelta di aprire a nuove figure, coinvolgendo anche le donne in ruoli di responsabilità pastorale.
Nello stesso contesto informativo è stato richiamato anche il dossier pubblicato in Germania dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, dedicato al cosiddetto “estremismo laico pro-Palestina”. Il documento, secondo quanto riportato, equipara la solidarietà verso il popolo palestinese a una minaccia per l’ordine democratico. Nel testo vengono citati anche simboli come Handala e l’anguria, indicati all’interno del dibattito sulla repressione delle manifestazioni di sostegno alla causa palestinese. Il dossier è stato descritto come un atto politico che alimenta il confronto sul rapporto tra sicurezza, dissenso pubblico e libertà di espressione nella Germania del 2026.




