La Diocesi di Cremona ridisegna la geografia pastorale: 35 sacerdoti coinvolti in nomine e trasferimenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All'indomani della grazia delle Ordinazioni presbiterali, celebrate lo scorso 6 giugno in Cattedrale, e nella luce della Festa del Sacro Cuore di Gesù – giornata tradizionalmente dedicata alla santificazione dei ministri ordinati – il Vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, ha ufficializzato un corposo pacchetto di decisioni che ridisegnano gli assetti organizzativi della curia, del Seminario e delle numerose unità pastorali sparse sul territorio diocesano.

Si tratta di un vero e proprio rimpasto, se così si può definire in ambito ecclesiastico, che coinvolge complessivamente 35 sacerdoti, le cui nuove destinazioni diventeranno operative tra settembre e ottobre, secondo un calendario già al vaglio con le realtà locali interessate. Le scelte, frutto di un'ampia ricognizione della disponibilità dei presbiteri, si inseriscono in un percorso di riorganizzazione più articolato, volto a valorizzare le strutture esistenti e a rispondere con flessibilità alle esigenze di una diocesi in continua evoluzione demografica e spirituale.

Un nuovo "cantiere" per il Seminario: addio al modello tradizionale

Tra le novità più significative emerge la ristrutturazione verticistica del Seminario Vescovile, che cessa definitivamente di essere interpretato come il semplice luogo deputato alla formazione dei futuri preti. L’istituto, stando a quanto si legge nei documenti diffusi dalla curia, diventerà sempre più il "cuore pulsante della diocesi", un centro pastorale polivalente dove coesistono attività formative, eventi extra-ecclesiali e momenti di discernimento vocazionale; una trasformazione che richiedeva inevitabilmente una conduzione collegiale, non più affidata a un solo uomo.

A capo di questa "squadra" troviamo don Federico Celini, nominato Rettore e legale rappresentante dell'ente: a lui spetteranno il coordinamento delle opere, l'amministrazione del personale e la direzione della Casa del Clero, senza contare che manterrà la delega per l'ecumenismo e la direzione dei media diocesani.

Al suo fianco, don Francesco Fontana assume la carica di Prorettore, con la responsabilità specifica della formazione e dell'équipe dei formatori – composta da don Maurizio Lucini (padre spirituale), dai presbiteri educatori don Valerio Lazzari e don Alessandro Bertoni, oltre ai coniugi Giuseppe ed Elisabetta Ruggeri – confermando così l’impronta sinodale voluta dal vescovo.

Don Daniel Dossou, dal Togo alla "Madonna del Roggione"

L’elemento forse più toccante di questa tornata di nomine, avvolto ancora dal profumo dell’incenso della prima Messa, riguarda le sorti di don Daniel Dossou, il sacerdote originario della diocesi di Kpalimé (Togo) ordinato proprio lo scorso 6 giugno insieme ad altri quattro confratelli. La sua avventura cremonese, iniziata con gli studi teologici e proseguita con l’anno di diaconato a Corte de’ Frati – dove domenica 7 giugno ha celebrato la Prima Messa in un clima di commossa partecipazione popolare – trova ora una collocazione ufficiale.

La curia gli ha affidato l’incarico di vicario dell’unità pastorale "Madonna del Roggione" a Pizzighettone. Un trasferimento, questo, che segue la scia delle grandi migrazioni missionarie al contrario; se un tempo i preti partivano da queste terre per annunciare il Vangelo nel mondo, oggi è l’Africa a restituire nuovo slancio alle antiche chiese europee, un segno plasticamente evidente di quella "Chiesa senza confini" spesso evocata ma non sempre così tangibile nella quotidianità amministrativa.

Il puzzle delle comunità: tra saldi e nuove sinergie

Passando in rassegna i trasferimenti che interesseranno le parrocchie, si nota un lavoro certosino di ricucitura e ottimizzazione delle risorse umane. Don Gabriele Mainardi, per esempio, è stato designato parroco in solido e moderatore di un blocco piuttosto esteso che comprende Olmeneta, Casalsigone, Castelnuovo Gherardi, Corte de' Frati e Pozzaglio.

A Cremona città, invece, spicca la nomina di don Davide Ferretti alla guida dell’unità pastorale "Madre di speranza" (che raggruppa Borgo Loreto, San Bernardo, Zaist e Maristella), fiancheggiato da una solida équipe che comprende don Alessandro Galluzzi come vicario e don Gianni Cavagnoli tra i collaboratori. Non mancano i ritocchi agli uffici diocesani: don Francesco Gandioli è stato confermato alla guida dell’ufficio liturgico, mentre don Matteo Alberti assume la presidenza della FOCr (Federazione Oratori Cremonesi) con il supporto come vicepresidente di don Matteo Bottesini.

La complessità di questa operazione, che interessa decine di comunità sparpagliate tra la Bassa e l’Alto Cremonese, richiederà certamente un rodaggio nei prossimi mesi, ma l’orizzonte rimane quello di una maggiore collaborazione e di una pastorale integrata, lontana dai personalismi che talvolta hanno caratterizzato la gestione dei piccoli paesi.

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