Ramadan a Monfalcone, la Chiesa cattolica apre le porte ai musulmani: spazi per la preghiera nelle parrocchie di Staranzano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Comincia oggi il mese del Ramadan, il periodo più sacro per i fedeli islamici che commemorano la prima rivelazione del Corano al profeta Maometto, e nella zona di Monfalcone si consuma una vicenda che intreccia fede, politica e diritti civili. La comunità musulmana locale, composta in larga parte da lavoratori bengalesi impiegati in Fincantieri e nel suo indotto, si è trovata infatti senza un luogo dove riunirsi per la preghiera collettiva, un problema che si ripropene da tempo e che quest'anno rischiava di diventare particolarmente critico proprio all'inizio del digiuno rituale -5. A tendere una mano, però, è arrivata la Chiesa cattolica, in un gesto che supera le diffidenze e si inserisce in un quadro di relazioni interreligiose tutt'altro che scontato in un territorio segnato da anni di tensioni amministrative.

L'offerta delle parrocchie tra diritto costituzionale e gesti di fratellanza

A farsi avanti sono stati due sacerdoti: monsignor Paolo Zuttion, vicario generale dell'Arcidiocesi di Gorizia e parroco a Staranzano e Monfalcone, che ha messo a disposizione dei fedeli la struttura delle Stalle Rosse, nel vicino comune di Staranzano, e don Flavio Zanetti, che ha offerto l'oratorio di San Michele -2-3. La decisione, presa con il consenso dell'arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli, non è solo un atto di carità cristiana, ma si fonda su un principio ben preciso richiamato dagli stessi parroci: il diritto, sancito dalla Costituzione italiana, di poter professare liberamente la propria fede e di pregare secondo la propria esperienza religiosa, un diritto che vale per cittadini e stranieri senza distinzione -3. È stato stabilito un calendario condiviso per l'utilizzo degli spazi, che verranno concessi principalmente il venerdì, giorno della preghiera comunitaria per l'islam, per l'intera durata del mese sacro, e si sta valutando la possibilità di estendere l'ospitalità anche per altri incontri serali e notturni -1-9.

Il confronto con la linea politica dell'amministrazione locale

Questa apertura da parte della Chiesa arriva in un contesto particolarmente complesso, segnato da una lunga e aspra contrapposizione tra la componente islamica della città e le passate amministrazioni comunali, in particolare quella guidata dall'europarlamentare leghista Anna Cisint, la cui linea politica è stata caratterizzata da un approccio restrittivo e da una serie di divieti nei confronti della comunità bengalese. I centri culturali islamici utilizzati come luoghi di culto informali sono stati chiusi in seguito a provvedimenti comunali e sentenze che ne hanno sancito l'inadeguatezza strutturale e la mancata conformità alle norme urbanistiche, lasciando di fatto i fedeli senza spazi per le loro riunioni -5-8. In questo vuoto, l'iniziativa dei parroci rappresenta una netta inversione di tendenza, un tentativo di ricucire un tessuto sociale logoro e di rispondere a un'esigenza concreta senza entrare nel merito delle polemiche politiche, come hanno tenuto a sottolineare gli stessi sacerdoti -8.

La coincidenza con la Quaresima e il significato di un gesto condiviso

C'è un ulteriore elemento che rende questa scelta ancora più significativa, ed è la coincidenza temporale tra il Ramadan e la Quaresima cristiana, un parallelismo che non è passato inosservato agli occhi della curia. Quest'anno i due periodi liturgici, dedicati entrambi al digiuno, alla preghiera e alla riflessione interiore, si sovrappongono, e monsignor Redaelli nel suo messaggio di auguri ha voluto sottolineare come questa concomitanza possa essere vissuta come un'opportunità di cammino comune, un invito a sentirsi tutti operatori di pace e costruttori di fraternità in un momento storico segnato da guerre e discordie -2-3. Non si tratta quindi solo di concedere uno spazio fisico, ma di riconoscere un percorso spirituale parallelo, un'occasione per superare paure e pregiudizi reciproci attraverso il rispetto e l'attenzione per l'altro.

Le reazioni della comunità e il silenzio del sindaco

La disponibilità manifestata dai parroci è stata accolta con gratitudine dalla comunità musulmana, che da tempo chiedeva un luogo dignitoso dove riunirsi. Rejaul Haq Raju, presidente dell'associazione Baitus Salat, ha ringraziato pubblicamente i fratelli cattolici per il gesto, ribadendo la volontà della sua comunità di rispettare scrupolosamente tutte le regole e di vivere il proprio culto nella massima trasparenza -8-9. Dall'altra parte, il sindaco in carica, Luca Fasan, sempre espressione del centrodestra, ha scelto per ora la strada del silenzio, senza rilasciare dichiarazioni sulla vicenda -8. Un silenzio che pare assordante se paragonato alle battaglie condotte in passato sulla presenza islamica in città, e che lascia intendere come l'iniziativa della Chiesa proceda su un binario parallelo e distinto rispetto alle logiche dell'amministrazione comunale, offrendo di fatto una soluzione concreta laddove la politica non è riuscita a trovare un accomodamento.

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