Ramadan a Monfalcone, la chiesa apre le sue strutture per la preghiera islamica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’inizio del mese sacro del Ramadan, che quest’anno per i fedeli musulmani è coinciso con la sera del 17 febbraio, aveva sollevato a Monfalcone e nei comuni limitrofi piú di un problema logistico. La comunità islamica del monfalconese, composta in larga parte da cittadini di origine bengalese, si è ritrovata infatti senza spazi a disposizione per poter svolgere le proprie pratiche di culto collettivo, un aspetto particolarmente sentito e partecipato durante questo periodo. La situazione, come è noto, è conseguenza di un lungo contenzioso amministrativo che ha portato alla chiusura dei centri culturali islamici in città, una scelta operata dall’amministrazione comunale di centrodestra, prima con la sindaca Anna Cisint e ora confermata dal sindaco Luca Fasan, e avallata da diverse sentenze che ne hanno dichiarato la non conformità alle normative edilizie e urbanistiche. A questa difficoltà, che rischiava di lasciare migliaia di fedeli senza un luogo per la preghiera del venerdì, ha però scelto di rispondere in modo concreto la diocesi di Gorizia, attraverso l’iniziativa diretta di due suoi sacerdoti -2-3.

L’offerta dei parroci: le Stalle Rosse e l’oratorio San Michele

A farsi avanti, in un gesto che ha inevitabilmente suscitato dibattito e reazioni contrastanti nell’opinione pubblica e tra gli stessi fedeli cattolici, sono stati monsignor Paolo Zuttion, che è vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia e parroco a Staranzano e Monfalcone, e don Flavio Zanetti. I due sacerdoti, con il placet e il coordinamento del vescovo Carlo Roberto Maria Redaelli, hanno messo a disposizione della comunità islamica due strutture: le cosiddette “Stalle Rosse”, che si trovano nel vicino comune di Staranzano, e gli spazi dell’oratorio San Michele -5. Non si tratta di una cessione totale e incondizionata, è bene precisarlo, ma di una condivisione concordata degli spazi, studiata per rispettare le esigenze di entrambe le confessioni. È stato stabilito un vero e proprio calendario, che permetterà ai musulmani di utilizzare i locali per le loro preghiere comunitarie, in particolare durante le giornate di venerdì, le piú significative della settimana islamica, mentre il resto del tempo rimarranno a disposizione delle attività parrocchiali. L’iniziativa, come spiegato dagli stessi parroci, non vuole essere un atto politico, ma la risposta a un bisogno concreto e, come hanno tenuto a sottolineare, a un diritto sancito dalla Costituzione, quello di professare liberamente la propria fede religiosa -2.

La coincidenza con la Quaresima e il significato di un gesto

Un elemento di particolare rilevanza, che non è passato inosservato nei messaggi diffusi dalla curia goriziana, è la temporanea sovrapposizione del Ramadan con il periodo quaresimale cristiano. Questa concomitanza, che vede due periodi liturgici fondamentali per l’islam e per il cattolicesimo svolgersi parallelamente, è stata interpretata dal vescovo Redaelli e dai parroci come un’occasione di riflessione e di cammino comune. “Noi, cristiani e musulmani, vogliamo essere operatori di Pace per la vita presente, testimoni e costruttori di questa fraternità”, si legge in una nota dell’Arcidiocesi, un passaggio che intende sottolineare come, al di là delle differenze dottrinali, vi sia la volontà di costruire ponti in un momento storico segnato da conflitti e divisioni -2-4. È un messaggio che va oltre la mera concessione materiale di uno spazio, tentando di inquadrare l’ospitalità offerta come un segno di condivisione spirituale, un’opportunità per dimostrare che la convivenza pacifica può essere costruita anche attraverso gesti concreti di apertura.

Le reazioni politiche e la gestione dell’ordine pubblico

Sul versante istituzionale e politico, la decisione della curia ha avuto eco immediate, specialmente a Staranzano, il comune sul cui territorio ricadono le Stalle Rosse. Il sindaco di Staranzano, Marco Fragiacomo, ha scelto di condividere pubblicamente la notizia, utilizzando i canali ufficiali del municipio per informare i cittadini. Fragiacomo ha tenuto a precisare che tutte le autorità competenti sono state debitamente informate dello svolgimento delle preghiere islamiche, con l’obiettivo dichiarato di garantire la sicurezza e la piena regolarità dell’evento, prevenendo cosí possibili criticità legate a assembramenti o all’ordine pubblico -5. Un atteggiamento, quello del primo cittadino, che sembra voler normalizzare l’accaduto, inquadrandolo in una ordinaria procedura amministrativa. Parallelamente, il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, interpellato sulla questione, ha preferito non rilasciare dichiarazioni -5. Un silenzio che arriva mentre, a livello nazionale, il dibattito sull’identità religiosa e sulla cessione di spazi sacri si riaccende periodicamente, alimentato anche dai messaggi in arabo diffusi da alcuni vescovi in occasione dell’inizio del digiuno, un’usanza che non manca mai di sollevare polemiche in alcuni settori dell’opinione pubblica e tra quei fedeli cattolici che vedono in queste aperture una perdita di chiarezza identitaria -1.

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