Ebola, dottoressa italiana rientra dal Congo: quarantena allo Spallanzani
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Redazione Salute
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Ebola torna al centro dell’attenzione sanitaria internazionale dopo il rientro in Italia di una dottoressa di Medici senza frontiere che ha operato nella Repubblica Democratica del Congo durante l’attuale epidemia.
La professionista sarà trasferita all’istituto Spallanzani di Roma per la quarantena e la sorveglianza attiva, come confermato dal ministero della Salute.
Secondo quanto comunicato, la dottoressa è entrata in contatto il 16 maggio con pazienti risultati successivamente positivi al virus Ebola mentre lavorava nel centro di salute di Salamat, nell’area di Bunia-Ituri. unionesarda +3
Il rientro è stato organizzato in sicurezza dalle autorità sanitarie italiane, che hanno predisposto il trasferimento presso l’Irccs Lazzaro Spallanzani, struttura specializzata nella gestione delle malattie infettive.
La medico chirurgo operava per Medici senza frontiere nel periodo in cui è stata dichiarata l’attuale epidemia nella Repubblica Democratica del Congo. La misura della quarantena e della sorveglianza attiva rientra nei protocolli previsti per il monitoraggio di persone che hanno avuto contatti con soggetti contagiati dal virus. unionesarda +3
Il monitoraggio sanitario dopo il rientro dal Congo
La vicenda riguarda una professionista sanitaria impegnata in attività clinica in una delle aree coinvolte dall’epidemia di Ebola. Le autorità italiane hanno confermato che la dottoressa è rientrata dal Congo nella giornata di ieri e che da allora si trova sotto osservazione allo Spallanzani.
Il monitoraggio sanitario serve a verificare eventuali sviluppi clinici dopo l’esposizione avvenuta durante l’assistenza ai pazienti nel centro sanitario di Salamat. Il trasferimento in una struttura altamente specializzata consente inoltre di applicare tutte le procedure previste per la gestione dei casi potenzialmente esposti al virus. abitarearoma +3
Nel frattempo prosegue anche l’attenzione internazionale sull’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo. Nella stessa giornata è prevista la visita nel Paese del segretario generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha chiesto il sostegno della comunità internazionale per contrastare la diffusione del virus Ebola.
Il riferimento all’emergenza sanitaria in corso evidenzia il contesto nel quale operava la dottoressa italiana prima del rimpatrio organizzato dal ministero della Salute. abitarearoma +3
Ebola e le misure di contenimento adottate
La quarantena disposta per la dottoressa italiana rappresenta una misura di prevenzione prevista nei casi di possibile esposizione al virus Ebola. Le procedure di sorveglianza attiva consentono alle strutture sanitarie di seguire costantemente le condizioni della persona monitorata e di intervenire rapidamente in caso di necessità.
Nel comunicato diffuso dal ministero della Salute viene specificato che la professionista sanitaria era entrata in contatto con pazienti poi risultati positivi durante il lavoro clinico svolto nel centro sanitario congolese. virgilio +3
La gestione del rientro in Italia si inserisce quindi in un quadro di controllo sanitario coordinato tra istituzioni e strutture specializzate.
Lo Spallanzani di Roma continua a essere il punto di riferimento nazionale per la gestione delle malattie infettive ad alto rischio e sta seguendo la situazione della chirurga italiana rimpatriata dal Congo.
La vicenda richiama l’attenzione sull’attività svolta dagli operatori sanitari impegnati nelle aree colpite da epidemie e sulle procedure adottate al momento del ritorno nei rispettivi Paesi. unionesarda +3




