Incidente in A9, cinque feriti nello schianto tra Lomazzo e Fino Mornasco: donna incinta estratta dalle lamiere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È bastato un istante, nelle prime luci dell’alba di sabato 16 maggio, per trasformare il consueto viavai dell’autostrada A9 in una scena di devastazione, dove l’asfalto del tratto compreso tra Lomazzo Nord e Fino Mornasco è diventato teatro di un violento scontro multiplo che ha visto coinvolte due autovetture, un furgone e un autoarticolato. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, fornita dagli organi di soccorso intervenuti sul posto, tutto avrebbe avuto inizio poco dopo le cinque e trenta quando una vettura, urtando un furgone, ha innescato una reazione a catena trascinando nell’impatto anche un mezzo pesante. La situazione è ulteriormente degenerata – ed è proprio questo l’aspetto che ha reso l’incidente particolarmente complesso da gestire – quando una seconda automobile, sopraggiunta ad alta velocità, si è schiantata contro uno dei veicoli già fermi sulla carreggiata, ribaltandosi su un fianco a causa della violenza della collisione.

Il bilancio, al netto della paura e della concitazione che hanno caratterizzato le prime fasi dell’emergenza, parla di cinque persone rimaste ferite; tra queste, le condizioni di due occupanti hanno subito catalizzato l’attenzione dei sanitari e dei vigili del fuoco. Una donna in gravidanza, che viaggiava a bordo del furgone insieme al marito e al loro figlio di appena un anno, è rimasta incastrata tra le lamiere dell’abitacolo, così come il conducente del mezzo pesante. Le manovre di estrazione, affidate ai vigili del fuoco del comando di Como con il supporto dei distaccamenti di Cantù e Lomazzo, si sono rivelate particolarmente delicate soprattutto per la futura mamma, la quale presentava politraumi agli arti inferiori; per liberarla, i soccorritori hanno dovuto stabilizzare il veicolo e procedere al taglio del bagagliaio e dei sedili posteriori, un intervento tecnico che ha richiesto tempismo e precisione per non aggravare le lesioni della paziente.

Il dramma della cronaca e il gesto che ha strappato un sorriso

Nel mezzo della tragedia, mentre le squadre di emergenza lottavano contro il tempo per liberare i corpi intrappolati nella carrozzeria deformata, si è insinuato un episodio di rara umanità che ha restituito un’atmosfera quasi surreale a quel quadro di desolazione. Il bambino di un anno, miracolosamente sottratto alle lamiere insieme al padre, era stato affidato al personale del 118 in attesa del trasporto in ospedale; in mezzo alla corsa contro il tempo per stabilizzare la madre incinta, qualcuno ha notato l’orsacchiotto del piccolo – probabilmente l’unico oggetto personale rimasto intatto tra i rottami – ancora abbandonato sul sedile posteriore del veicolo incidentato. Un vigile del fuoco lo ha recuperato e, avvicinatosi all’ambulanza dove il bimbo si trovava sotto osservazione, glielo ha riconsegnato con un semplice “Ecco il tuo orsetto”. Un gesto piccolo, quasi insignificante se osservato nella cornice di un intervento così complesso, eppure capace per un istante di cancellare la paura e restituire un sorriso sul volto del più piccolo dei feriti.

Soccorsi in codice d’urgenza e le ripercussioni sulla viabilità

La macchina dei soccorsi, allertata dalla centrale operativa del 118, ha dispiegato sul posto un’imponente flotta di mezzi: quattro ambulanze, due automediche e l’elisoccorso decollato dalla base di Como hanno lavorato in sinergia per gestire i cinque feriti, i quali sono stati prontamente stabilizzati e trasportati nei principali presidi ospedalieri della regione. Tra questi, figurano due donne di 29 e 30 anni, due uomini rispettivamente di 53 e 31 anni, oltre ovviamente al bambino e alla madre; alcuni di loro sono stati accompagnati in codice d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza, mentre altri sono stati indirizzati verso l’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, dove la donna incinta è stata affidata alle cure dei ginecologi per accertare lo stato di salute del feto. Per quanto drammatiche, le condizioni generali dei coinvolti non destano al momento preoccupazione circa la loro sopravvivenza, sebbene la natura dei traumi riportati richieda ovviamente un periodo di osservazione clinica.

Sul piano della viabilità, l’incidente ha gettato nel caos l’intero corridoio che collega l’hinterland milanese al confine svizzero. Gli agenti della polizia stradale di Novate, coadiuvati dal personale di Autostrade per l’Italia, sono stati costretti a disporre la chiusura temporanea del tratto autostradale in direzione Como per consentire le operazioni di soccorso, la rimozione dei mezzi incidentati e i necessari rilievi tecnici. Le conseguenze per gli automobilisti non si sono fatte attendere: lunghe code si sono formate già all’altezza dello svincolo di Lomazzo Sud, con il traffico verso la Svizzera che è rimasto completamente bloccato per diverse ore, alimentando la rabbia e lo sconforto di centinaia di pendolari bloccati nel loro cammino.

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