Inflazione in crescita nell'Eurozona, ottobre segna un aumento al 2%
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Redazione Economia
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L'inflazione annuale nell'Area Euro ha registrato un'accelerazione al 2% nel mese di ottobre, rispetto all'1,7% di settembre, segnando il livello più basso dall'aprile 2021. Questo incremento, leggermente superiore alle previsioni degli economisti che si attestavano sull'1,9%, era in gran parte atteso a causa degli effetti base. I forti cali dei prezzi dell'energia dello scorso anno non sono più conteggiati nei tassi annuali e, come prevedibile, l'energia non può continuare a calare indefinitamente.
Tra i principali fattori che hanno contribuito a questa tendenza al rialzo, si annoverano gli aumenti significativi dei prezzi di cibo, alcol e tabacco, che sono saliti dal 2,4% al 2,9%. Anche i servizi hanno mantenuto un tasso annuo elevato, stabile al 3,9% rispetto a settembre. I beni industriali non energetici hanno registrato un incremento dello 0,5%, mentre l'energia ha visto una diminuzione del 4,6%.
Nel contesto giapponese, la produzione industriale ha mostrato segnali di ripresa a settembre, con un incremento dell'1,4% su base mensile, in controtendenza rispetto ad agosto e superiore di quattro decimi rispetto alle attese del mercato. Tuttavia, su base tendenziale, la variazione rimane negativa per il settimo mese consecutivo, riducendosi al -2,8% dal -4,9% di agosto. Le vendite al dettaglio, invece, hanno registrato una performance negativa.
Questi dati, forniti da Eurostat, indicano un notevole aumento dell'inflazione nella zona euro, che ha raggiunto il 2% in ottobre, superando l'1,9% previsto dagli economisti intervistati da Reuters.




