Deficit commerciale UE-Cina, von der Leyen: pronti a reagire

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il deficit commerciale UE-Cina ha raggiunto la dimensione di un miliardo al giorno e Bruxelles si dice pronta a reagire per difendere le proprie aziende e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate. Ursula von der Leyen ha indicato questa linea durante il suo intervento alla Rencontre des Entrepreneurs de France, l’incontro annuale degli imprenditori francesi a Parigi. La presidente della Commissione europea ha collegato il rapporto con Pechino a una strategia più ampia sulla competitività, mettendo al centro produzione, investimenti e protezione degli interessi europei. Le sue parole segnano un cambio di passo nel modo in cui l’Unione europea intende affrontare l’apertura commerciale e il rapporto con la Cina.

Deficit commerciale UE-Cina e difesa delle imprese europee

Il messaggio rivolto alla Cina parte dalla volontà di assicurare regole del gioco uguali per tutti e di rafforzare la capacità dell’Europa di proteggere il proprio sistema produttivo. Von der Leyen ha chiarito che l’apertura commerciale deve essere fondata sulla reciprocità e sull’equità, senza rinunciare alla tutela degli interessi europei. Il riferimento al deficit commerciale UE-Cina, quantificato in un miliardo al giorno, si inserisce quindi in una linea che punta a rendere più incisiva la posizione di Bruxelles nei rapporti economici con Pechino. La presidente della Commissione ha presentato questa impostazione davanti agli imprenditori francesi nella sua prima apparizione pubblica dopo la pausa estiva.

Al centro del discorso c’è anche il rilancio della capacità industriale europea. Von der Leyen ha richiamato il lavoro di Mario Draghi, affermando che ha “tracciato la strada”, e ha indicato come obiettivo quello di fare dell’Europa un continente che “produce, investe e protegge”. La strategia delineata mira a riportare l’industria al centro dell’azione europea e a creare gli sbocchi necessari perché le imprese possano investire. In questa prospettiva, la politica commerciale e la competitività vengono presentate come parti dello stesso disegno, nel quale l’apertura non è considerata automatica ma legata a condizioni di reciprocità, equità e difesa degli interessi dell’Unione.

Von der Leyen rilancia competitività, investimenti e industria UE

La presidente della Commissione europea ha utilizzato l’appuntamento di Parigi anche per rilanciare una nuova strategia sulla competitività dell’UE. L’obiettivo dichiarato è mettere la capacità industriale al centro delle politiche economiche e rafforzare le condizioni che consentono alle aziende europee di produrre e investire. Il riferimento alla linea indicata da Draghi viene inserito in questo percorso, con Bruxelles chiamata ora a trasformare quelle indicazioni in azione. La formula scelta da von der Leyen, un’Europa capace di produrre, investire e proteggere, lega direttamente la crescita industriale alla necessità di difendere gli interessi economici europei nei rapporti commerciali internazionali.

Un altro passaggio riguarda l’Unione del risparmio e degli investimenti, sulla quale von der Leyen ha chiesto un accordo entro la fine dell’anno. La soluzione indicata prevede idealmente il coinvolgimento di tutti i 27 Stati membri, ma la presidente della Commissione ha lasciato aperta anche la possibilità di procedere con i Paesi pronti a farlo. La Commissione ha già presentato proposte sulla cartolarizzazione, sugli investimenti di banche e assicurazioni, oltre che sull’integrazione e sulla supervisione dei mercati. L’obiettivo è creare condizioni più favorevoli agli investimenti e sostenere la capacità delle imprese di trovare risorse e opportunità all’interno del mercato europeo.

Bruxelles lega apertura commerciale, reciprocità e protezione

Nel discorso di Parigi emerge una relazione diretta tra politica industriale, disponibilità di capitali e rapporti commerciali con l’estero. Von der Leyen ha presentato l’apertura come una “scelta di potenza” che deve però poggiare sulla reciprocità, sull’equità e sulla protezione degli interessi europei. Il rapporto con la Cina rientra pienamente in questa impostazione, soprattutto alla luce del deficit commerciale indicato e della volontà espressa di reagire quando le condizioni non garantiscono un terreno di confronto equilibrato. Bruxelles punta così a combinare sostegno all’industria, maggiore capacità di investimento e strumenti di protezione, mantenendo la competitività europea come filo conduttore dell’azione economica.

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