Ligabue celebra ‘Certe notti’ a Campovolo, tra rock e impegno: "Basta ai massacri"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Davanti a centomila persone, Luciano Ligabue ha trasformato la Rcf Arena di Reggio Emilia in un tempio del rock, ma anche in un luogo di riflessione. Era la "Notte delle Notti", quella che ha ripercorso i 30 anni di "Buon compleanno, Elvis!", i 20 dal primo concerto a Campovolo e i 35 di carriera. Un viaggio nel tempo, con le note di "Certe notti" a fare da colonna sonora a un’intera generazione, anzi a più di una.
Il concerto, che ha mescolato emozioni e denuncia, è stato un inno alla vita, pur senza nascondere le ombre del presente. «Pensate che ai grandi capi del mondo importi della siccità in Sardegna?», ha chiesto il rocker, strizzando l’occhio a quel pubblico che, come lui, non ha mai smesso di credere nella musica come strumento di cambiamento. Tra una Cadillac evocata e un bicchiere di Lambrusco ideale, Ligabue ha fatto ballare, ma anche pensare.
La serata, costruita come un racconto a più voci, ha toccato vette emotive con pezzi come "Lettera a G", capace di commuovere ogni volta in modo diverso, e momenti di pura energia, con l’artista che ha trascinato la folla in un crescendo di adrenalina. Il tutto senza perdere quel tono confidenziale che lo rende unico, quasi fosse una chiacchierata tra amici, sebbene davanti a uno stadio gremito.




