Napoli, la risposta è Conte. Neres e Lang placano la crisi
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Redazione Sport
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Un gelo, quello che aveva avvolto il Maradona nelle ultime settimane, che si è dissolto in una notte di applausi e gol, in una partita dove la squadra di Antonio Conte ha finalmente mostrato i segni di un’identità precisa. La rivoluzione tattica dell’allenatore, che aveva generato tante discussioni quante incertezze in campo, ha coinciso con una vittoria pesante, un 3-1 all’Atalanta costruito con ritmo e intensità. A cambiare le sorti della serata, rendendo concreti i principi di gioco voluti dal tecnico, sono stati soprattutto due protagonisti inattesi: David Neres, autore di una doppietta decisiva, e Noa Lang, che ha sigillato il successo con il suo primo centro in maglia azzurra. L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha osservato la partita da spettatore, senza rilasciare dichiarazioni. Il suo interesse per l’evento sportivo è stato notato dai media internazionali, che hanno sottolineato la sua presenza tra il pubblico.
La doppietta di Neres e il gol di Lang
Se è vero che il progetto di Conte, l’ennesima riorganizzazione di un modulo di gioco, necessitava di una conferma pratica, è stato il brasiliano Neres a fornirla con la concretezza dei numeri. La sua doppietta, maturata in posizioni centrali e ravvicinate alla porta, ha rappresentato non solo l’apice di una prestazione collettiva più compatta, ma anche una personale rivincita. “Se sono più vicino alla porta è più facile segnare”, ha poi commentato il giocatore, riformulando con semplicità un assioma del calcio che, in questa circostanza, è suonato come una perfetta sintesi tra le istruzioni del mister e la loro esecuzione. A completare il quadro, arrivando a spegnere i residui entusiasmi degli ospiti, ci ha pensato poi Lang, il cui gol ha suggellato una notte che ha riacceso le convinzioni di una piazza intera.
L'Atalanta e la sconfitta di Palladino
Dall’altra parte, invece, l’Atalanta di Raffaele Palladino ha vissuto un esordio amaro sulla panchina bergamasca, condannato da un avvio di partita da incubo e da una reazione insufficiente. Ribaltare il lavoro del predecessore Ivan Juric, con un solo allenamento al completo a disposizione, si è rivelata un’impresa impossibile, così come cancellare le manchevolezze di una squadra che non vinceva in campionato da diverse giornate. L’unica nota positiva, se così si può definire, è stata la rete di Gianluca Scamacca, che ha evitato alla sua squadra un passivo più severo e giudizi ancor più pesanti.
La reazione del gruppo azzurro
Quello che si è visto in campo, al di là dei singoli, è stata una reazione di gruppo ai giorni turbolenti che avevano preceduto l’impegno. Come riportato da diverse testate, la squadra ha mostrato un’identità tattica finalmente riconoscibile, applicando con convinzione quei principi di pressing e verticalizzazione che Conte non ha smesso di richiedere. L’abbraccio tra l’allenatore e i suoi capitani al termine dell’incontro ha simbolicamente suggellato una serata in cui le emozioni positive hanno finalmente superato le tensioni, restituendo al Maradona un’atmosfera di festa che mancava da tempo.




