Sorelline scomparse e ritrovate a San Cataldo: fascicolo per sequestro di persona e famiglia già seguita dai servizi sociali

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La vicenda delle due sorelline di 12 e 8 anni, scomparse venerdì 18 settembre a San Cataldo e ritrovate il giorno successivo all'interno di un negozio di abbigliamento, si arricchisce di nuovi elementi. La famiglia era già seguita dai servizi sociali, come confermato dalla vicesindaca Marianna Guttilla, mentre la Procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di sequestro di persona. Le due bambine, Benedetta e Domitilla, e i loro quattro fratelli sono stati collocati in una comunità protetta con procedura d'urgenza disposta dalla Procura per i minori.

Il fascicolo aperto dalla Procura nissena, coordinata dal procuratore capo Salvatore De Luca, resta al momento a carico di ignoti. «Sono ancora in corso accertamenti», hanno fatto sapere dalla Procura, mentre gli investigatori continuano a ricostruire gli spostamenti delle due bambine nelle ore comprese tra la scomparsa e il ritrovamento. Il procuratore dei minori Rocco Cosentino, che ha disposto l'allontanamento dei sei fratelli, ha dichiarato: «Una volta esaminati gli atti faremo le nostre valutazioni e le nostre richieste al tribunale».

Il negozio in cui le sorelline sono state ritrovate è stato posto sotto sequestro secondo l'articolo 354 del codice di procedura penale.

Alessandro Costanza, padre delle bambine, ha spiegato la sua versione dei fatti: «I miei figli devono tornare da me al più presto possibile. È stata una marachella». L'uomo ha raccontato di essere stato con le figlie in corso Vittorio Emanuele intorno alle 20 e di essersi allontanato con l'altro figlio di dieci anni per acquistare del pane, dandosi appuntamento a casa. «Io ero convinto che le mie figlie fossero uscite dal negozio», ha aggiunto, «invece la ragazza ha calato la saracinesca e loro erano ancora dentro».

Il padre non ha denunciato immediatamente la scomparsa, spiegando di aver cercato le bambine personalmente e di aver pensato che non ci fosse bisogno di allarmismo. La titolare dell'esercizio commerciale, una donna cinese che avrebbe un rapporto con il padre delle bambine, è stata interrogata due volte dagli inquirenti. Le versioni fornite dalla donna e dall'uomo presenterebbero delle discordanze su orari e dinamiche dell'accaduto.

Le due sorelle sono state ritrovate sabato pomeriggio intorno alle 17 all'interno del negozio, dopo circa 21 ore dalla scomparsa. A individuarle sono stati i volontari della Protezione civile, intervenuti su segnalazione di una donna. Manuel Bonaffini, volontario che ha partecipato alle ricerche, ha raccontato: «Non parlavano. Abbiamo chiesto loro se stessero bene e ci hanno detto di sì, ma null'altro». Le bambine apparivano serene al momento del ritrovamento. Dopo essere state accompagnate in ambulanza all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta per gli accertamenti del caso, sono state dimesse.

La titolare del negozio, tramite un audio WhatsApp inviato al padre, aveva annunciato il ritrovamento: «Amore le bambine sono qui, dentro il negozio».

Dagli accertamenti sulla situazione familiare è emerso un precedente risalente al 2023, quando i genitori delle bambine sarebbero stati denunciati per presunti maltrattamenti nei confronti dei figli, che in quella fase sarebbero stati affidati a una comunità. Nel 2024 i sei figli della coppia sarebbero stati affidati al padre, con il quale vivevano. La madre, di origine straniera, è separata dal padre e risiede nel Nord Italia

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