Sorelline ritrovate a San Cataldo, la procura indaga per sequestro di persona

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di sequestro di persona per fare luce sulla vicenda delle due sorelline scomparse venerdì sera a San Cataldo e ritrovate il giorno successivo all’interno di un negozio di abbigliamento.

Le bambine, Benedetta e Domitilla, di 12 e 8 anni, erano sparite intorno alle 20 di venerdì 18 settembre e sono state rintracciate sabato pomeriggio, dopo circa ventuno ore di ricerche, in un esercizio commerciale di corso Vittorio Emanuele gestito da una donna cinese che, secondo quanto emerso, avrebbe una relazione con il padre delle piccole.

Dalla procura nissena, per ora, si limitano a sottolineare che «sono ancora in corso accertamenti». Il procuratore capo Salvatore De Luca ha spiegato in una nota che gli approfondimenti investigativi sono «assolutamente necessari a individuare eventuali responsabilità e a verificare alcune circostanze ancora poco chiare di una vicenda conclusasi con il ritrovamento, in tempi rapidi, delle due bambine».

Sul posto sono intervenuti il comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta e il pubblico ministero di turno per coordinare le attività delegate alla Tenenza dell’Arma.

L’esercizio commerciale dove le sorelline sono state trovate è stato posto sotto sequestro secondo l’articolo 354 del codice di procedura penale, per consentire gli accertamenti anche di natura tecnico-scientifica. Gli investigatori stanno esaminando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per ricostruire come le bambine siano arrivate all’interno del locale e se vi siano state accompagnate da qualcuno oppure siano entrate autonomamente.

Restano da chiarire, in particolare, le modalità della permanenza nel negozio: come sia stato possibile che al momento della chiusura serale nessuno si sia accorto della presenza di una dodicenne e di una bambina di otto anni, e se le minori si siano nascoste volontariamente o siano state dimenticate all’interno.

Il padre delle bambine, Alessandro Costanza, ha raccontato agli investigatori di essere stato con le figlie in corso Vittorio Emanuele e di essere poi uscito dal negozio convinto che le piccole lo avessero seguito. «Io ero convinto che le mie figlie fossero uscite dal locale - ha spiegato -. Invece la ragazza ha calato la saracinesca mentre loro erano ancora dentro». L’uomo ha anche riferito di aver ricevuto un audio WhatsApp dalla commerciante cinese alle 17.03 di sabato, con cui la donna lo avvertiva del ritrovamento: «Amore, le bambine sono qui, dentro il negozio».

La titolare dell’esercizio, sentita in caserma prima e dopo il ritrovamento, aveva invece riferito di aver visto le bambine per l’ultima volta la sera precedente, intorno alle 19.40.

Le due sorelline e gli altri quattro fratelli sono stati collocati in una comunità protetta con procedura di urgenza. Il provvedimento di allontanamento è stato ordinato dalla procura per i minori di Caltanissetta ed eseguito dai carabinieri. «Una volta esaminati gli atti faremo le nostre valutazioni e le nostre richieste al tribunale», ha dichiarato il procuratore dei minori Rocco Cosentino. I sei minori, tre maschi e tre femmine, vivevano con il padre, in via di separazione dalla moglie che risiede in un’altra città.

Nel 2023 i genitori sarebbero stati denunciati per presunti maltrattamenti nei confronti dei figli, che in quella fase erano stati affidati temporaneamente a una comunità prima di tornare con il padre l’anno successivo.

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