Marco Bezzecchi avanza tra le leggende della MotoGP: a suon di record, l’Aprilia si prende la scena in Texas
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Redazione Sport
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Che il mondiale MotoGP 2026 stesse prendendo una piega inaspettata, lo si era intuito già sotto il caldo umido del Brasile, ma è nel tempio texano del Circuit of the Americas, storicamente roccaforte di Marc Marquez, che l’allarme si è trasformato in una certezza. Il fine settimana di Austin, lo si diceva alla vigilia, rappresentava il banco di prova più attendibile per valutare se il dominio mostrato da Aprilia e da Marco Bezzecchi fosse frutto di un momento di forma eccezionale o l’inizio di un nuovo ordine mondiale. Ebbene, la risposta, al termine del Gran Premio degli Stati Uniti, è arrivata chiara e netta: la RS-GP non solo è una minaccia concreta, ma sta riscrivendo i libri di storia della categoria, spinta da un pilota che sembra aver trovato la chiave per trasformare ogni domenica in una passerella solitaria.
Bezzecchi, il 27enne romagnolo che guida la classifica iridata con 81 punti, ha costruito la sua quinta vittoria consecutiva – la terza stagionale – con una prestazione che ha del monumentale. Partito dalla seconda piazza, ha preso il comando già al primo giro, dopo aver sopravanzato il poleman Fabio Di Giannantonio, e non lo ha più lasciato fino alla bandiera a scacchi. Ma il dato che più impressiona, e che consegna il pilota Aprilia all’olimpo della MotoGP, è quello relativo ai giri in testa: 121 consecutivi, un record assoluto nell’era moderna che cancella il precedente primato di 103 stabilito da Jorge Lorenzo nel lontano 2015. Una striscia iniziata a Portimao e Valencia dello scorso anno e proseguita in Thailandia, Brasile e ora negli Stati Uniti, a dimostrazione di una continuità di rendimento e di una capacità di gestione della gara che pochi, nella storia recente, hanno saputo esprimere.
Se qualcuno, ancora, nutriva dubbi sulla portata del salto di qualità compiuto dalla casa di Noale, il confronto diretto con la Ducati ufficiale ha fornito elementi inequivocabili. La doppietta firmata Bezzecchi-Martin, la seconda consecutiva dopo quella di Goiania, ha confermato che la moto guidata da Massimo Rivola è oggi il punto di riferimento, mentre la Desmosedici ufficiale – pur potendo contare sul campione del mondo in carica Marc Marquez – sembra costretta a inseguire. Lo stesso Marquez, che proprio in Texas aveva trionfato per sette volte, ha chiuso in quinta posizione, ammettendo candidamente di non essere ancora al cento per cento della forma fisica e di dover fare i conti con un passo gara inferiore. A rendere ancora più amaro il calice per la casa di Borgo Panigale ci ha pensato il direttore sportivo Davide Tardozzi, che nel dopo gara non ha potuto fare altro che togliermi il cappello di fronte all’evoluzione della rivale: “Il salto in avanti dell’Aprilia è stato significativo. Il ritmo di Bezzecchi era sette decimi più veloce rispetto all’anno scorso”.
C’è un aspetto, tuttavia, che rende questo dominio ancora più affascinante, ed è la capacità di reazione dimostrata da Bezzecchi dopo il ko nella Sprint del sabato. L’errore commesso nella gara breve – un errore che lo stesso pilota ha definito “del cavolo” – avrebbe potuto minare le certezze di chiunque, soprattutto su una pista ostica come quella texana, dove la concentrazione deve restare altissima per tutti i venti giri. E invece, come raccontato dallo stesso Bezzecchi a caldo, proprio quel passo falso ha funto da combustibile. L’abbattimento post-Sprint è stato trasformato in determinazione grazie anche al supporto del box, che lo ha isolato dalle pressioni esterne per permettergli di ricaricare le energie. La risposta in gara è stata una cavalcata chirurgica, interrotta solo da un contatto innocuo con Pedro Acosta alla curva 11 – “Se fossi stato nei suoi panni avrei preso la botta”, ha commentato – ma sostanzialmente mai messa in discussione.
Il dualismo all’interno del box Aprilia, lontano dal trasformarsi in una rivalità distruttiva, sta producendo invece un effetto moltiplicatore. Jorge Martin, il campione del mondo 2024 che ha sofferto un anno di infortuni, ha dimostrato a sua volta di essere perfettamente a suo agio sulla RS-GP, conquistando la Sprint Race e portando a casa un secondo posto che gli permette di restare agganciato al compagno di squadra in classifica, con 77 punti. L’equilibrio tra i due, se possibile, si sta rivelando un’arma in più per la squadra, che sta monopolizzando le prime due posizioni sia sul traguardo sia in classifica generale. Un lusso che nessun altro costruttore, al momento, può permettersi.
Guardando ai numeri, l’impresa di Bezzecchi assume contorni storici sempre più netti. Oltre al record di giri consecutivi in testa, il pilota italiano è riuscito nell’impresa che mancava dal lontano 2014, quando proprio Marc Marquez riuscì a vincere le prime tre gare dell’anno. È il terzo italiano capace di infilare cinque vittorie di fila, dopo due autentiche leggende come Valentino Rossi e Giacomo Agostini, eguagliando un primato che sembrava appannaggio esclusivo dei fuoriclasse del passato. Numeri che, per quanto entusiasmanti, il diretto interessato ha scelto di accogliere con la consueta sobrietà, ricordando che il mondiale è ancora lungo e che il rientro in Europa, tra tre settimane a Jerez, potrebbe ridisegnare gli equilibri, specialmente quando i rivali potranno beneficiare di aggiornamenti tecnici e di una condizione fisica migliore.




