La produzione industriale italiana continua a scivolare: -0,9% a febbraio, -2,7% su base annua
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Redazione Economia
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Non accenna a fermarsi il declino della produzione industriale italiana, che a febbraio 2025 ha segnato un nuovo passo indietro, confermando una tendenza ormai consolidata. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’indice destagionalizzato è calato dello 0,9% rispetto a gennaio, mentre su base annua – al netto degli effetti di calendario – la flessione raggiunge il 2,7%. Un dato che, seppur atteso, non può che destare preoccupazione, considerando che i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 dello stesso mese del 2024.
Quella che emerge è una fotografia in cui, a eccezione del settore energetico, tutti i principali comparti industriali mostrano segni negativi. "Prosegue la lunga fase di flessione", sottolinea l’Istat, evidenziando come il trend sia ormai strutturale e non più riconducibile a fattori contingenti. Si tratta del 25esimo calo consecutivo su base tendenziale, un record che riflette le difficoltà di un sistema produttivo alle prese con la debolezza della domanda interna, l’incertezza dei mercati internazionali e le strozzature legate ai costi di approvvigionamento.
Tra i settori più colpiti, quello manifatturiero – tradizionale motore dell’economia italiana – continua a registrare performance deludenti, mentre l’energia, unica eccezione, mantiene una lieve crescita. Un paradosso, considerando che proprio i rincari delle materie prime energetiche hanno contribuito a erodere la competitività delle imprese negli ultimi anni.
La media del trimestre dicembre-febbraio, inoltre, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: il livello produttivo si conferma in contrazione, confermando che il rallentamento non è un fenomeno isolato ma una tendenza radicata. Se da un lato il calo di febbraio è meno marcato rispetto ai mesi precedenti, dall’altro non basta a invertire una rotta che ormai dura da oltre due anni.




