Microsoft alza i prezzi: "Black Ops 7" sarà il primo Call of Duty a 80 dollari
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il colosso di Redmond ha ufficializzato un aumento generalizzato dei prezzi per i titoli first-party, che da gennaio 2025 raggiungeranno gli 80 dollari, sfondando per la prima volta la soglia psicologica dei 70 dollari introdotta all’inizio dell’attuale generazione. Tra i giochi coinvolti spicca inevitabilmente Call of Duty, il franchise più redditizio sotto l’egida Xbox dopo l’acquisizione di Activision Blizzard. "Black Ops 7", il prossimo capitolo della serie, sarà dunque il primo a debuttare con il nuovo listino, confermando un trend globale che ormai da anni spinge i costi dei giochi AAA verso l’alto.
L’annuncio arriva a poche settimane dall’incremento dei prezzi delle console Xbox in Europa, dove il modello Series S è passato da 299 a 349 euro, mentre la Series X ha toccato i 549 euro. Una mossa dettata, secondo Microsoft, dai dazi doganali imposti dall’amministrazione Trump su oltre 60 paesi, con aliquote che per la Cina hanno raggiunto il 104%. "Siamo costretti a riadattare i listini per far fronte all’aumento dei costi di produzione", ha spiegato l’azienda, lasciando intendere che l’adeguamento riguarderà anche accessori e servizi.
Ma Microsoft non è l’unica a dover fronteggiare la stretta. Sony, dopo aver già aumentato il prezzo della PS5 Digital Edition in Europa e Giappone, potrebbe essere la prossima a rivedere i listini. Secondo analisti come David Gibson di MST Financial, un rialzo tra i 100 e i 200 dollari per PS5 e PS5 Pro è ormai inevitabile, considerando l’impatto dei dazi sul settore tech. Sebbene la compagnia nipponica non abbia ancora preso posizione, fonti vicine alla produzione suggeriscono che si tratti di una questione di settimane.




