Bologna, infortunio per Orsolini: risentimento ai flessori, stop di 2-3 settimane

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è bastata la beffa sportiva subita nei minuti di recupero contro l'Atalanta, con quel gol subito in extremis che ha vanificato una prestazione più che positiva, a complicare l'avvio di stagione del Bologna. Perché al danno della sconfitta casalinga – maturata al termine di una partita che gli uomini di mister Tedesco avevano condotto per larghi tratti con autorità – si è aggiunta ora anche la preoccupazione per le condizioni fisiche di Riccardo Orsolini.

L'esterno offensivo marchigiano, entrato nella ripresa per dare freschezza e qualità alla manovra rossoblù, è stato costretto ad alzare bandiera bianca dopo appena venti minuti, a causa di un problema muscolare che ha subito destato allarme nello staff medico e in panchina.

L'infortunio durante la partita con l'Atalanta

Il guaio si è verificato intorno all'ottantesimo minuto di gioco, quando Orsolini, nel corso di una delle consuete ripiegature difensive che il gioco moderno richiede anche agli esterni d'attacco, si è accasciato a terra dopo un movimento apparentemente innocuo. Il numero 7 del Bologna ha immediatamente compreso la natura del fastidio, tanto da richiedere con chiarezza il cambio allo staff tecnico guidato da mister Tedesco, che non ha potuto fare altro che prendere atto dell'evidente difficoltà del suo giocatore.

Al suo posto è entrato Moro, ma l'immagine del calciatore che lasciava il campo zoppicante ha subito acceso i riflettori sulla gravità di un risentimento che, nelle prime valutazioni a caldo, è stato ricondotto a un problema ai flessori della coscia sinistra.

Il bollettino medico e i tempi di recupero

La nota ufficiale diffusa dal club emiliano nella serata di lunedì – come si legge sulle pagine del Resto del Carlino – ha confermato il sospetto dei sanitari, parlando appunto di un risentimento ai flessori della coscia sinistra. Il bollettino medico, emesso a caldo dal club nel ventre della New Balance Arena, non ha potuto tuttavia fornire indicazioni più precise sulla reale entità della lesione, considerato che a poche ore dal trauma non era possibile effettuare gli esami strumentali del caso.

Gli accertamenti diagnostici verranno dunque svolti nei prossimi giorni, solo al termine dei quali si potrà tracciare un quadro definitivo e stabilire con esattezza i tempi di recupero. Nel frattempo, è lecito attendersi che lo stop possa aggirarsi intorno alle canoniche due o tre settimane, sempre che il quadro non presenti complicazioni di sorta. Tedesco, dal canto suo, incrocia le dita e spera che l'assenza non si protragga oltre quella che è la durata media per questo tipo di infortuni muscolari.

Le partite che Orsolini potrebbe saltare

L'assenza di Orsolini, nelle attuali condizioni della rosa, rappresenta un colpo duro per l'allenatore del Bologna, che dovrà fare a meno di uno dei suoi elementi più rappresentativi e imprevedibili in fase offensiva. Se i tempi di recupero dovessero confermarsi intorno alle due settimane, il calciatore marchigiano sarebbe costretto a saltare almeno le prossime due o tre gare di campionato, con il rientro auspicato eventualmente per il turno successivo.

Non va dimenticato, inoltre, che il club felsineo dovrà valutare anche le condizioni di Holm, un altro elemento su cui Tedesco stava facendo affidamento in questa prima fase della stagione. La sovrapposizione degli infortuni rischia di mettere a dura prova la profondità della rosa rossoblù, costringendo lo staff tecnico a rivedere gli equilibri e a cercare soluzioni alternative per tamponare le assenze in un momento delicato del campionato.

L'impatto sulla squadra e le soluzioni per Tedesco

La perdita di Orsolini, al di là dell'aspetto meramente numerico, incide sulla capacità del Bologna di incidere sulle fasce e di creare superiorità numerica in zone di campo decisive. Il giocatore, infatti, rappresenta da tempo un punto di riferimento per la manovra offensiva, grazie alle sue capacità di dribbling e alla sua propensione al tiro da fuori area. Senza di lui, la squadra emiliana perde una delle sue principali armi per allargare il gioco e per finalizzare le azioni che partono dalla trequarti.

Il tecnico, che già nella partita contro l'Atalanta aveva scelto di gestirlo facendolo partire dalla panchina, dovrà ora rivedere le gerarchie interne e probabilmente puntare su altri interpreti per supplire all'assenza del numero 7. Le prossime sedute di allenamento saranno fondamentali per testare le alternative e per valutare quale assetto potrà garantire alla squadra il minor contraccolpo possibile in termini di produzione offensiva.

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