Bologna, nuovo infortunio per Orsolini: esami in giornata e timori per lo stop
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Redazione Sport
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Il Bologna torna a vincere a Lecce, ma il successo riporta in infermeria Riccardo Orsolini. Il numero sette si è fermato nel finale della partita contro i salentini, dopo aver segnato il gol che aveva sbloccato il risultato. Il giocatore si è accasciato a terra da solo, toccandosi la coscia destra, ed è uscito dal campo senza essere sostituito perché la squadra aveva già esaurito i cambi.
La partita di Orsolini durava da titolare dopo un avvio di stagione condizionato da un altro problema muscolare.
Il riferimento è al risentimento ai flessori della coscia sinistra rimediato il 31 agosto contro l’Atalanta, che gli aveva fatto saltare le sfide con Sassuolo e Napoli. Il rientro era arrivato con il Torino il 19 settembre, ma solo dopo la sosta il numero sette era sembrato tornare sui suoi livelli, fino alla sforbiciata di Lecce.
Il quadro clinico e i tempi di recupero
Oggi Orsolini si sottopone agli esami strumentali per chiarire l’entità del problema. Alla vigilia dei controlli, le sensazioni non sono incoraggianti: si teme una lesione ai flessori, anche se l’unica nota positiva è che non si tratterebbe di una ricaduta, perché il dolore stavolta ha colpito la coscia destra e non la sinistra già interessata ad agosto.
Secondo quanto filtra, la speranza è che lo stop possa limitarsi a venti giorni e non a un mese intero, ma una lesione sarebbe comunque destinata a essere riscontrata dagli esami. Lo ha confermato anche Raffaele Palladino nel post-partita: «Speriamo non sia nulla di troppo grave», ha detto l’allenatore, mentre il giocatore all’uscita dal Via del Mare si è limitato a un laconico «Non va bene».
Le partite a rischio e il quadro dell’infermeria
In caso di stop da venti giorni, Orsolini salterebbe le prossime sfide con Inter, Cagliari, Milan e Monza, per rientrare eventualmente a Parma il 7 novembre. Nella peggiore delle ipotesi, con un mese di assenza, il rientro slitterebbe al 22 novembre contro l’Udinese, dopo la pausa per le nazionali.
A Casteldebole intanto il lavoro è ripreso con un’altra assenza pesante. Jens Odgaard, che era già rimasto fuori a Lecce, ha svolto un programma differenziato, mentre Arthur Theate si è sottoposto a terapie specifiche. La coperta corta in attacco non aiuta una squadra che è ancora in transizione dopo il cambio di guida tecnica: Domenico Tedesco era stato sollevato dall’incarico il 15 settembre dopo appena un punto in quattro giornate, e la panchina era passata a Palladino con un contratto fino al 2029.
Le ripercussioni sulla nazionale
Il nuovo infortunio complica anche i piani azzurri. Con il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia, Orsolini sperava in una chiamata per le sfide di Nations League contro Francia e Belgio, in programma nelle ore in cui il giocatore potrebbe tornare a disposizione nel migliore dei casi. Una convocazione appare però difficile per un calciatore reduce da un problema muscolare, considerando anche che Mancini ha il compito di avviare un nuovo ciclo puntando su una nuova generazione.
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