Il debutto di Antonino Monteleone a "Filorosso" tra ascolti e polemiche

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Da lunedì 15 giugno, Antonino Monteleone è ufficialmente al timone di "Filorosso", il programma di approfondimento e attualità di Rai 3 che va in onda in prima serata. Per il giornalista originario di Reggio Calabria, classe 1985, si tratta di un passaggio importante che arriva dopo anni trascorsi tra inchieste televisive, reportage e programmi di informazione.

Al suo fianco, in questa nuova avventura, c'è la collega Adele Grossi, anchorwoman di RaiNews24, mentre Manuela Moreno, che ha guidato il format nelle passate stagioni, è passata a Rai 1 per l'edizione estiva de "La Vita in Diretta". La scelta dell'azienda di affidargli uno spazio di rilievo in prima serata, come è facile immaginare, ha acceso il dibattito e non sono mancate le critiche, considerato che il giornalista calabrese aveva già guidato alcuni progetti sulla tv pubblica con esiti non proprio entusiasmanti.

La carriera di un giornalista d'inchiesta

Antonino Monteleone ha costruito la propria carriera nel giornalismo investigativo. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha iniziato a occuparsi di temi legati alla criminalità organizzata, concentrandosi in particolare sulla 'ndrangheta.

L'approdo in televisione arriva nel 2010 come inviato di "Exit - Uscita di sicurezza" su La7; negli anni successivi ha collaborato con programmi di approfondimento come "Report" e "Piazzapulita", ma la notorietà presso il grande pubblico è arrivata soprattutto grazie a "Le Iene", trasmissione nella quale è stato uno dei volti più riconoscibili dal 2017 al 2024.

Reduce dall'esperienza di "L'Altra Italia", programma di Rai 2 chiuso dopo poche puntate a causa dei bassi ascolti (si parlò di uno share che non andava oltre l'1,8 per cento), la scommessa su Monteleone per "Filorosso" rappresenta un nuovo inizio, ma anche una sfida non da poco.

La prima puntata e gli ospiti

La nuova edizione di "Filorosso", giunta alla quinta edizione, si propone di raccontare i principali fatti della settimana con servizi, reportage, inchieste, ospiti in studio e collegamenti dal territorio. Tra le novità della stagione debutta lo "Spazio Podcast", un vero e proprio ring delle idee: ogni settimana due opinionisti, protagonisti della vita pubblica e culturale del Paese, portatori di posizioni opposte, si confronteranno su uno dei temi più caldi dell'attualità.

Nella prima puntata, il pubblico ha potuto assistere a un parterre di ospiti di rilievo: per la prima volta in tv dopo le polemiche suscitate dalle sue recenti dichiarazioni sul conflitto israelo-palestinese, c'era lo scrittore Erri De Luca; insieme a lui, l'editorialista del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, e il direttore de "Il Giornale", Tommaso Cerno.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla cronaca, con un focus sugli ultimi sviluppi del caso Garlasco, approfondito in studio grazie alla presenza degli avvocati Antonio De Rensis e Angela Taccia, della giornalista Ilenia Petracalvina e della criminologa Flaminia Bolzan.

Le critiche e il costo dell'operazione

La scelta di puntare su Monteleone, tuttavia, non ha convinto tutti. Le critiche, in particolare, si sono concentrate sui costi dell'operazione e sui precedenti del giornalista. Alcune fonti riportano che per strapparlo a Mediaset, la Rai gli avrebbe offerto un contratto biennale da 560mila euro; altri parlano di un accordo quinquennale da 300mila euro l'anno.

A prescindere dalla cifra esatta, il "caso" Monteleone si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione del servizio pubblico e sui costi dei cosiddetti "fenomeni da zero virgola", come li ha definiti l'Usigrai in un comunicato stampa. I rappresentanti sindacali dei giornalisti Rai, infatti, hanno duramente criticato la scelta di investire ingenti risorse su un conduttore che, in passato, non aveva raccolto il favore del pubblico, definendo l'operazione un "disastro annunciato".

La sfida per Monteleone, ora, è quella di dimostrare sul campo di meritare la fiducia dei vertici aziendali e di conquistare un pubblico che, finora, non lo ha premiato.

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