Martelli bestemmia in diretta a Filorosso, Monteleone lo ferma: «Qui non siamo al Grande Fratello»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La puntata di Filorosso andata in onda martedì 20 ottobre su Rai3 si è trasformata in un caso mediatico a causa di una bestemmia pronunciata in diretta da Claudio Martelli. L'ex ministro della Giustizia, oggi presidente della Fondazione Nenni, stava discutendo con Antonio Di Pietro delle stragi di mafia del 1992 e dei presunti depistaggi quando, infastidito da un'interruzione, ha perso il controllo lasciando partire l'imprecazione.

L'episodio ha immediatamente fatto il giro dei social, alimentando un dibattito che ha travalicato i confini del talk show per investire la condotta del servizio pubblico.

La dinamica dello scambio andato fuori binario

Al centro del confronto c'era una delle pagine più delicate della storia repubblicana: le stragi mafiose del 1992 e il possibile intreccio tra Cosa Nostra e gli appalti pubblici. Martelli, che in quel periodo ricopriva il ruolo di guardasigilli, ha rivolto una domanda a Di Pietro chiedendo come mai, se esisteva una presenza mafiosa tra gli indagati, nessun mafioso fosse stato coinvolto nell'inchiesta di Mani Pulite.

È stato a quel punto che, secondo la ricostruzione delle cronache, l'ex ministro ha reagito a un intervento di Filippo Facci con la frase blasfema che ha gelato lo studio.

La replica del conduttore tra imbarazzo e richiamo al reality

Antonino Monteleone ha gestito l'imprevisto con una battuta diventata anch'essa virale. «No, no, no… qua non è il Grande Fratello. Facciamo rispondere Di Pietro, non verrà espulso però… mamma mia», ha detto il conduttore portandosi una mano alla fronte. Il riferimento al reality non è casuale: nelle settimane precedenti un concorrente del Grande Fratello Vip era stato squalificato proprio per una bestemmia, e Monteleone ha usato quel precedente per sdrammatizzare senza ignorare la gravità del momento.

Di Pietro, dal canto suo, ha reagito strizzando gli occhi, visibilmente incredulo per quanto appena sentito.

Un talk show già sotto pressione per gli ascolti

La vicenda arriva in un momento tutt'altro che semplice per il programma di Rai3. Filorosso è da settimane nel mirino per i bassi ascolti, e la puntata incriminata ha confermato il trend: 379.000 spettatori con il 2,8% di share, preceduti da un'anteprima vista da 432.000 persone con il 2,2%. Numeri che collocano il talk show condotto da Monteleone nelle fasce basse dell'ascolto televisivo della prima serata, in una stagione che aveva visto il programma trasferirsi da Roma a Milano con l'obiettivo dichiarato di rinnovarne l'impianto.

Il profilo di un protagonista della Prima Repubblica

Claudio Martelli, nato a Gessate nel 1943, è stato vicesegretario del Psi dal 1981, vicepresidente del Consiglio tra il 1989 e il 1991 e ministro di Grazia e giustizia dal 1991 al 1993. Considerato il delfino di Bettino Craxi, si allontanò dalla politica durante Tangentopoli; nel 1999 è stato eurodeputato per i Socialisti democratici italiani e nel 2023 è stato eletto presidente della Fondazione Pietro Nenni.

La sua presenza nel dibattito sulle stragi del 1992 non è casuale: all'epoca dei fatti era tra i destinatari delle minacce di Cosa Nostra, come ricordato nella presentazione della puntata.

La circolazione del video e le reazioni social

Lo spezzone con la bestemmia è stato pubblicato sui social network ed è stato condiviso da numerosi utenti in poche ore. Tra i commenti più ripresi, quello del giornalista Massimo Falcioni che su X ha scritto: «Martelli bestemmia in diretta a Filorosso, di fronte ad un incolpevole Monteleone che gestisce al meglio l'imprevisto. Se domani gli addebiteranno pure questo fuori programma, si capirà dove finisce la sacrosanta critica al conduttore e dove comincia l'accanimento».

Il video ha portato l'episodio all'attenzione di un pubblico più ampio di quello della diretta televisiva, trasformando un momento di tensione in studio in uno dei contenuti più condivisi della serata.

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