FdI attacca Andrea Stroppa, l’uomo di Musk in Italia: «Non lo conosce chi conta davvero»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri di Fratelli d’Italia, non ha usato mezzi termini per sminuire la figura di Andrea Stroppa, considerato il plenipotenziario di Elon Musk in Italia. In un’intervista a La Stampa, Cirielli ha dichiarato di non aver mai sentito parlare di Stroppa «da chi conta davvero», sottolineando come la premier Giorgia Meloni non si lasci condizionare da logiche di amicizia o da influenze esterne. «In politica estera», ha aggiunto, «dobbiamo restare uniti all’America e ancorati all’Europa, come giustamente dice Meloni». Un attacco che arriva in un momento delicato, mentre il governo cerca di bilanciare le relazioni internazionali e di definire una strategia chiara in ambito tecnologico e spaziale.

Intanto, il disegno di legge sullo spazio, presentato a settembre e approvato dalla Camera la scorsa settimana con 113 voti favorevoli e 89 contrari, sembra destinato a un percorso più lento del previsto al Senato. Nonostante l’approvazione rapida a Montecitorio, il testo rischia di finire in coda ad altri provvedimenti legislativi, con la maggioranza che non ha richiesto di anticipare neppure la riunione dei capigruppo, strumento che potrebbe modificare il calendario dei lavori. L’apertura a Musk, quindi, potrebbe arrivare in aula solo a maggio, lasciando spazio a ulteriori riflessioni e possibili emendamenti.

La legge italiana sulla space economy, approvata nella seduta 441 del 6 marzo, mira a rafforzare la resilienza e la sicurezza nel settore spaziale, considerati requisiti fondamentali e non più marginali. Con l’approvazione del DDL alla Camera, l’Italia si avvia a dotarsi di una normativa che punta a sveltire le procedure senza trascurare gli aspetti strategici. Un passo importante per un Paese che vuole giocare un ruolo di primo piano nella nuova frontiera dell’economia spaziale, ma che deve fare i conti con tempi parlamentari spesso dilatati.

Sul fronte della politica estera, intanto, il governo italiano conferma il suo impegno nel mantenere saldi i legami con gli Stati Uniti e l’Europa. Ogni anno, Washington copre il 22% del budget NATO, contribuendo con un miliardo di dollari su un totale di 4,6 miliardi destinati alla gestione dei comandi e al finanziamento delle operazioni comuni. Una cifra significativa, che sottolinea il peso degli USA nell’alleanza atlantica e il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale.

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