La Formula 1 si riunisce per cambiare le regole delle qualifiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una pausa forzata dalle attività in circuito – conseguenza della cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita – non lascia però a riposo il management della Formula 1, che anzi ha scelto di sfruttare questo silenzio per provare a raddrizzare quelle che molti, all’interno del paddock, considerano le storture più evidenti del nuovo corso tecnico. La priorità, in questo frangente, è quella di ridare lustro alle qualifiche, giudicate ormai poco spettacolari e, soprattutto, troppo legate a una logica di risparmio energetico che ne ha snaturato l’essenza. Se ne lamentano i piloti – con Charles Leclerc in prima fila a descrivere un’esperienza di guida “frustrante” e controintuitiva – ma anche i tifosi, perché il problema, di Gran Premio in Gran Premio, diventa sempre più evidente. Basti pensare a quanto accaduto a Suzuka, dove diverse monoposto erano costrette a rallentare in curva e sui rettilinei non per un problema di grip o di traffico, ma semplicemente per recuperare quell’energia elettrica necessaria a non rimanere a secco nel resto del giro.

Un punto fermo della FIA: le modifiche al regolamento 2026 sono in arrivo

La Federazione Internazionale dell’Automobile ha convocato oggi il primo di una serie di incontri tecnici per discutere le possibili modifiche al corpus normativo, quelle sì da apportare già nel corso della stagione 2026. L’incontro odierno, che ha visto riuniti i rappresentanti della FIA insieme al personale tecnico dei team e ai costruttori delle power unit, ha toccato una serie di argomenti delicati rientranti nella naturale evoluzione – se così si può definire – del regolamento tecnico e sportivo. L’obiettivo dichiarato è limare gli spigoli più taglienti di una normativa che, per come è stata concepita, ha finito per penalizzare l’istinto del pilota a favore di un algoritmo di gestione della batteria.

Tre incontri per limare (non stravolgere) le regole. Cosa accadrà da Miami

Non aspettiamoci rivoluzioni copernicane, però. La strategia adottata dalla Formula 1 prevede un calendario serrato di tre riunioni, pensate più per affinare i dettagli che per riscrivere da capo l’intero impianto normativo. Il primo summit, quello di oggi a Londra, ha rappresentato la classica “sessione di idee” tra ingegneri; il prossimo è fissato per il 16 aprile, sempre con i tecnici, mentre quello decisivo – quello in cui si cercherà il consenso tra tutte le parti in causa (FIA, FOM e team) – è previsto per il 20 aprile. L’asticella temporale, quindi, è chiara: se le modifiche passeranno il vaglio della Commissione, dovrebbero essere implementate in tempo per il Gran Premio di Miami, primo appuntamento utile dopo questa lunga pausa forzata.

Ricariche e “super clipping”: cosa cambierà realmente nella gestione dell’energia

Sul piatto, al momento, ci sono cambiamenti mirati a intervenire sulla gestione dell’energia durante il giro secco. Il primo assaggio di questa direzione l’avevamo avuto già a Suzuka, dove la FIA ha ridotto all’unanimità il limite di ricarica della batteria in qualifica da 9 a 8 MJ. Una misura tampone, questa, che però non ha convinto del tutto i piloti: il problema di fondo – quella che gli inglesi chiamano “super clipping”, ovvero la frenata del motore termico per ricaricare la batteria anche in rettilineo – rimane ancora irrisolto. Nei prossimi incontri si discuterà proprio di come ridurre al minimo questa necessità di sollevare il piede dall’acceleratore, magari alzando la soglia di ricarica consentita in configurazione “spinta”. Si cerca di restituire ai piloti la possibilità di spingere al limite senza essere puniti con la perdita di potenza nel rettilineo successivo, ridando così un senso al “giro pazzo” che da sempre caratterizza il sabato della F1.

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