Borse, europa verso avvio cauto: occhi su colloqui pace e inflazione usa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’avvio dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, previsto per il prossimo weekend, unito all’apertura di Israele verso negoziati diretti con il Libano, sta generando – almeno per il momento – un clima di maggiore fiducia sui mercati finanziari. Le Borse europee, nella prima parte della seduta, viaggiano poco sopra la parità, beneficiando indirettamente della scia positiva lasciata dai rialzi di Wall Street nella giornata di ieri e dall’andamento sostenuto dell’Asia: Tokyo ha archiviato le contrattazioni con un +1,78%, un dato che riflette l’ottimismo circolato tra gli investitori dopo l’annuncio della tregua, per quanto fragile, tra Washington e Teheran.

Il cessate il fuoco condizionato, un «interruttore di emergenza» dai contorni incerti

L’intesa raggiunta nelle prime ore di mercoledì 8 aprile, della durata di due settimane, è stata subito definita dagli analisti come un meccanismo tattico più che una svolta strutturale. Si tratta, a tutti gli effetti, di un «interruttore di emergenza» capace di stabilizzare il sentiment sui listini azionari, ma con ogni probabilità solo nel brevissimo termine. Basti ricordare quanto accaduto a marzo, quando lo shock geopolitico legato alle tensioni nel Golfo Persico si era trasmesso con violenza ai mercati: il petrolio era balzato oltre quota 117 dollari al barile, alimentando timori inflazionistici e innescando una fase di elevata volatilità valutaria. Ad aprile, invece, la tregua temporanea ha consentito un sollievo tattico, sebbene gli esperti invitino alla prudenza, vista la fragilità dell’accordo.

Wall Street recupera terreno, ma l’attenzione resta sull’inflazione

Nella seduta di ieri i tre principali indici americani hanno chiuso in territorio positivo, prolungando i guadagni settimanali. Il Dow Jones ha messo a segno un rialzo dello 0,58%, tornando così in positivo per l’anno in corso. Un recupero, questo, alimentato dalle speranze – ancora da verificare sul campo – di una risoluzione pacifica del conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, non si placano le attese per i prossimi dati sull’inflazione statunitense, un fattore che potrebbe rapidamente riorientare le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve. E proprio l’inflazione, insieme all’evoluzione dei colloqui di pace, resta il vero banco di prova per le Borse nei prossimi giorni.

La tregua sullo Stretto di Hormuz e le prime crepe nell’intesa

Nel dettaglio dell’accordo, siglato in dieci punti, l’Iran si è impegnato a consentire un passaggio giornaliero limitato delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, una via d’acqua cruciale attraverso la quale transita circa un quinto del petrolio mondiale. Ma è proprio su questo punto che sono emerse le prime, significative tensioni: il presidente Donald Trump – che siede alla Casa Bianca ormai da più di un anno dopo la sua rielezione – nella serata del 9 aprile ha accusato Teheran di non rispettare gli accordi relativi all’apertura dello Stretto. Nel frattempo, Israele prosegue i suoi attacchi in Libano, un elemento che aggiunge ulteriore instabilità a un quadro già di per sé complesso. Per ora, insomma, è tregua anche sui mercati, ma si cammina con i piedi di piombo.

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