Jannik Sinner, il forfait a Cincinnati e il conto alla rovescia per gli Us Open: come sta il numero 1 del mondo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner non giocherà il Masters 1000 di Cincinnati. Il numero uno del mondo, fermato da un problema al ginocchio destro che non gli dà tregua, ha ufficializzato il suo ritiro dal torneo statunitense, gettando più di un'ombra sulle sue condizioni in vista dell'ultimo Slam della stagione, gli Us Open in programma a Flushing Meadows a partire dal 30 agosto.

L'annuncio, atteso dopo i segnali preoccupanti dei giorni scorsi, è arrivato direttamente dagli organizzatori del torneo dell'Ohio, che hanno confermato la defezione dell'italiano con un post sui canali ufficiali: "Jannik Sinner si è ritirato dal Cincinnati Open a causa di un infortunio al ginocchio destro. Auguriamo il meglio al nostro campione del 2024 e non vediamo l'ora di rivederlo l'anno prossimo". Parole che sanciscono una rinuncia sofferta ma, a quanto pare, inevitabile per il 24enne altoatesino.

Le parole di Sinner e la natura dell'infortunio

A corroborare la decisione, poche ore dopo, è arrivato il comunicato dello stesso Sinner, che ha spiegato i motivi del forfait con la trasparenza che lo contraddistingue. "Dopo aver consultato i medici e il mio team, devo annunciare che sono costretto a ritirarmi dal Masters 1000 di Cincinnati.

Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante abbiamo lavorato duramente con il mio staff medico, devo accettare il fatto che non sono ancora pronto per competere", ha dichiarato il campione azzurro, tradendo inevitabilmente un certo rammarico per un appuntamento che lo aveva visto trionfare nel 2024 e che avrebbe rappresentato un banco di prova fondamentale per testare il suo stato di forma.

Le sue parole, riportate dalla quasi totalità dei media internazionali, hanno messo in luce come il problema al ginocchio sia più persistente del previsto, nonostante il lavoro intensivo con i suoi sanitari. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l'azzurro avrebbe ancora bisogno di cinque o sei giorni al J Medical di Torino per completare il percorso di recupero e risolvere l'infiammazione che lo sta affliggendo.

Un percorso accidentato verso New York

La rinuncia a Cincinnati rappresenta un ulteriore, significativo intoppo nel cammino di avvicinamento agli Us Open per Jannik Sinner, che aveva già saltato il Masters 1000 di Montréal la settimana precedente. L'italiano non scende in campo da quasi un mese, ovvero da quel trionfale 12 luglio in cui conquistò il suo quinto titolo del Grande Slam battendo Alexander Zverev nella finale di Wimbledon.

Un digiuno agonistico che, se da un lato gli ha permesso di concedersi un periodo di riposo dopo l'impegno sui prati londinesi, dall'altro ha finito per alimentare i dubbi sulla sua tenuta fisica, specie in vista di un appuntamento così importante come lo Slam newyorkese. Come se non bastasse, la notizia del suo ritiro arriva a stretto giro di posta rispetto a quella, altrettanto pesante, di Carlos Alcaraz: lo spagnolo, numero due del mondo e campione in carica agli Us Open, ha dato forfait per un infortunio al polso che lo tiene lontano dai campi da aprile.

Le assenze dei due big, protagoniste dell'ultima finale di Cincinnati, privano il torneo americano delle sue stelle principali.

Le visite mediche e la strategia di recupero

La decisione di Sinner, sebbene dolorosa, è stata presa dopo un'attenta valutazione della situazione clinica. Negli ultimi giorni, il numero uno del mondo è stato sottoposto a diversi accertamenti specialistici per monitorare l'evoluzione del problema. In particolare, martedì scorso si era recato presso la clinica ortopedica Physioclinic di Milano per una visita, per poi effettuare sedute quotidiane di fisioterapia al J Medical di Torino, la sua struttura di riferimento.

Il lavoro, condotto sotto la supervisione del dottor Luca Semperboni, medico della Fitp e della nazionale di Coppa Davis, sta proseguendo con l'obiettivo di riportarlo al cento per cento. Sembra dunque essere stato seguito un protocollo conservativo, volto a non forzare i tempi e a risolvere l'infiammazione alla radice, per evitare ricadute più gravi in un momento cruciale della stagione. Il team di Sinner, guidato dai coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, ha evidentemente optato per la prudenza, consapevole che il capitale fisico dell'atleta rappresenta il suo bene più prezioso.

Obiettivo Us Open e la preparazione senza partite

Con il forfait a Cincinnati, la preparazione di Jannik Sinner agli Us Open seguirà un copione già visto in precedenza, e che potrebbe rivelarsi un vantaggio. L'altoatesino, infatti, si presenterà a New York senza aver disputato alcun match sul cemento americano, esattamente come accadde prima di Wimbledon, dove non giocò alcun torneo di preparazione sull'erba per poi trionfare a Church Road.

La strategia è chiara: arrivare con qualche giorno di anticipo a Flushing Meadows per prendere confidenza con la superficie e con le condizioni climatiche, spesso umide e afose, e sfruttare al massimo il tempo per affinare la condizione atletica e tecnica. L'incognita, ovviamente, rimane il ginocchio: il suo stato di forma sarà valutato giorno dopo giorno, ma l'obiettivo dichiarato resta quello di essere pronto per l'esordio allo Slam, in programma tra il 30 agosto e il 1° settembre.

La sua presenza non viene messa in discussione, ma le sue condizioni saranno monitorate con la massima attenzione fino all'ultimo.

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