L’Ue allenta le regole sulle emissioni, ma le case auto non sono del tutto salve
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Redazione Economia
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La Commissione europea ha approvato l’emendamento che modifica, almeno temporaneamente, le modalità di valutazione delle emissioni di CO2 per le auto e i furgoni nuovi, introducendo un sistema più flessibile rispetto a quanto previsto in origine. Sebbene il limite di 93,6 grammi per chilometro rimanga invariato, i produttori non saranno più giudicati annualmente, bensì sulla base della media delle prestazioni registrate tra il 2025 e il 2027. Una concessione significativa, che eviterà – almeno nel breve periodo – l’applicazione di sanzioni a chi non rispetta i parametri anno per anno.
La decisione, già anticipata nel Piano d’Azione presentato lo scorso 5 marzo, era attesa da un settore automobilistico che, pur criticando alcuni aspetti della transizione ecologica, aveva apprezzato l’apertura di Bruxelles a un approccio più graduale. Non si tratta, tuttavia, di un via libera indiscriminato. Nella stessa giornata in cui è stato annunciato il rinvio delle multe, quindici case automobilistiche e l’Associazione europea dei produttori (Acea) sono state sanzionate per un totale di 458 milioni di euro, dimostrando come l’Ue non intenda rinunciare del tutto alla politica del bastone e della carota.
Le reazioni dell’industria, per quanto caute, riflettono un certo sollievo. L’Acea, pur accogliendo positivamente la maggiore elasticità, ha ribadito la necessità di incentivi alla domanda di veicoli elettrici, considerati fondamentali per raggiungere gli obiettivi climatici senza penalizzare eccessivamente i produttori. Resta da vedere se questa tregua temporanea sarà sufficiente a evitare squilibri di mercato o se, come temono alcuni osservatori, rischierà di rallentare ulteriormente un processo già complesso.




