L'assedio del telemarketing non allenta la presa, nonostante le nuove regole
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Redazione Economia
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Le telefonate promozionali, spesso aggressive e fuori orario, continuano a interrompere le giornate dei cittadini, alimentando un senso di frustrazione e impotenza. Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo, conferma che il flusso di segnalazioni non accenna a diminuire, anzi: “La sensazione è che le telefonate moleste siano addirittamente aumentate nell’ultimo periodo”, un dato che suona come un ammonimento sull’efficacia delle contromisure finora adottate. L’entrata in vigore del nuovo codice Agcom, che mirava a stroncare la pratica dello spoofing – ossia la falsificazione del numero chiamante da parte di centri spesso esteri – non sembra aver reciso il problema alla radice, lasciando i consumatori in balia di un assedio che si rinnova quotidianamente.
Uno strumento in più: la piattaforma SegnalaODM
In questo scenario, un nuovo strumento è stato messo a disposizione degli utenti esasperati: la piattaforma SegnalaODM, gestita dall’Organismo di Monitoraggio del Codice di Condotta del Garante della Privacy. Attiva da inizio gennaio, come annunciato nella newsletter dell’Autorità del 29 gennaio 2026, permette di segnalare direttamente le violazioni commesse dagli operatori di telemarketing che hanno aderito al codice. Si tratta di un canale specifico, che si affianca alle tradizionali vie di reclamo, pensato per tracciare e sanzionare quei comportamenti che, sfuggendo alle regole basilari del rispetto, trasformano una proposta commerciale in un vero e proprio attacco alla privacy e alla quiete delle persone.
La risposta dei consumatori tra difesa e rassegnazione
Mentre le istituzioni cercano di potenziare gli strumenti di tutela, sul campo la reazione dei cittadini assume forme diverse. Da un lato, c’è chi si organizza autonomamente per far fronte ad altre emergenze di sicurezza, come dimostrano gli episodi di tensione a Sora, dove i furti nelle aree residenziali hanno spinto gli abitanti a costituire ronde di sorveglianza. Dall’altro, contro il telemarketing selvaggio, la difesa rimane per lo più individuale e passiva, affidata alla pazienza di chi riattacca il telefono o alla speranza che una registrazione al Registro delle opposizioni sia sufficiente. La delusione, di cui parla Mina Busi, nasce proprio da questo contrasto: tra la proliferazione di norme e codici e la percezione tangibile che le chiamate indesiderate, quelle con numeri anonimi o falsati, non diano tregua.
Il decalogo di Adiconsum come bussola per orientarsi
Per contrastare la confusione e offrire un vademecum pratico, Adiconsum ha diffuso una guida articolata in dieci punti, una sorta di decalogo per riappropriarsi della propria serenità telefonica. Le indicazioni, senza scendere nel dettaglio, spaziano dalla verifica costante della propria iscrizione al registro delle opposizioni – passo fondamentale ma non sempre risolutivo – all’utilizzo prudente dei propri dati personali online, fino alla conoscenza dei propri diritti quando si viene contattati. Il consiglio di base è mantenere un atteggiamento vigile e assertivo: non fornire mai informazioni sensibili a un operatore non identificato con certezza e, soprattutto, servirsi di tutti i canali di segnalazione ufficiali, come la nuova piattaforma SegnalaODM, per trasformare una seccatura personale in un dato utile a rafforzare i controlli. Rimane il fatto che, in assenza di sanzioni davvero deterrenti e di una cooperazione internazionale efficace contro i call center offshore, la battaglia si annuncia ancora lunga.




