Le corone d’Europa sotto lo stesso tetto per gli 80 anni del re di Svezia, manca Carlo III impegnato oltreoceano
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Redazione Esteri
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C’è voluto un compleanno importante, quello di un sovrano salito al trono a ventisette anni nel lontano 1973, per riunire ciò che da decenni non si vedeva: un’aggregazione pressoché completa delle teste coronate del Vecchio Continente. Re Carlo XVI Gustavo di Svezia, festeggiando gli ottant’anni a Stoccolma tra cerimonie, parate e un solenne banchetto finale, ha involontariamente offerto il pretesto per quella che, a tutti gli effetti, è risultata una rara istantanea di famiglia allargata – un’immagine che richiama alla mente l’usanza, cara ai reali fin dai tempi della regina Vittoria a Londra, di usare la fotografia come strumento per popolarizzare l’idea stessa di Corona. Erano anni, infatti, che non si coglieva un’occasione simile per aggiornare visivamente l’assetto dei sovrani europei, quasi una mappa vivente delle alleanze dinastiche ancora in piedi.
Un’assenza illustre e il peso del cerimoniale
L’unico, grande assente in questa foto ricordo è stato re Carlo III, il quale, si sa, si trovava impegnato in una visita di Stato negli Stati Uniti per poi spostarsi a Bermuda. Un vuoto che, per quanto notato, non ha intaccato la solennità della serata: il sovrano britannico, d’altronde, ha già da più di un anno lasciato il ruolo di erede al trono per assumere quello di monarca regnante, senza che la sua rielezione o il suo insediamento facciano più notizia di per sé. A Stoccolma, intanto, il protocollo ha dettato tempi e modi: i membri della famiglia reale svedese, presenti al gran completo, hanno aperto le danze. C’erano il festeggiato con la regina Silvia, la principessa ereditaria Victoria con il principe Daniel e persino la giovane principessa Estelle, quattordici anni, la quale ha debuttato in una cena di gala mostrando carattere e sicurezza non comuni per la sua età.
Le tiare più pesanti e i debutti senza diadema
Il clou della giornata è coinciso con il banchetto serale a Palazzo Reale, durante il quale le reali in abito da sera hanno tirato fuori dagli scrigni i pezzi più elaborati e scintillanti. La regina Silvia, in particolare, non era certo l’unica adornata di tiara – anzi, la serata ha visto sfilare principesse e regine con i loro diademi più preziosi – ma la sua scelta ha colpito per l’eleganza discreta: un abito rosso brillante dalla linea pulita, scollatura tonda, maniche lunghe e cuciture che movimentavano la gonna, firmato dalla sartoria di fiducia Georg et Arend. Eppure, tra tanti gioielli, c’è stato spazio anche per alcuni debutti importanti, uno dei quali – curiosamente – non ha coinvolto affatto una tiara. Un dettaglio che non è passato inosservato agli occhi degli addetti ai lavori, abituati a decifrare ogni minimo segnale proveniente dai protocolli di corte.
Un vertice reale nel segno della continuità
La festa, per struttura e partecipazione internazionale, ha assunto il sapore di un vero e proprio vertice reale, culminato nel tradizionale banchetto durante il quale le teste coronate hanno sfilato in abito lungo, con il capo adornato secondo l’etichetta più rigida. Oltre ai reali svedesi, numerosi rappresentanti delle altre monarchie europee hanno preso parte agli eventi, confermando come certi rituali secolari resistano ancora nel vecchio continente. La cena, poi, ha visto alcuni di quei debutti di cui si parlava: se la piccola Estelle ha fatto il suo ingresso nel mondo dei grandi galà, altri membri minori delle famiglie reali hanno avuto la loro occasione per mostrarsi al pubblico. E naturalmente le tiare più pesanti – inclusa quella indossata dalla regina Silvia, ritenuta la più imponente dello scrigno – hanno fatto la loro comparsa, illuminando una serata che resterà negli annali delle cronache dinastiche. Un solo rammarico, per i puristi: rivedere un simile schieramento di corone tutte insieme non accadeva da decenni, e chissà quando capiterà ancora.




