Trump in cima alla classifica di Politico, l’Europa guarda oltreoceano
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Redazione Esteri
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La persona più influente per le sorti politiche europee, secondo l’autorevole classifica annuale redatta da Politico, non risiede a Bruxelles, né a Berlino o Parigi, ma oltre Atlantico. Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, occupa il primo posto nella lista dei ventotto personaggi considerati più potenti per il Vecchio Continente nel 2026, una scelta che di per sé delinea un panorama geopolitico dove le decisioni cruciali, come sottolinea l’autorevole testata, spesso si originano lontano dalle capitali europee. La graduatoria, che lo scorso anno aveva visto primeggiare la premier italiana Giorgia Meloni, assegna quest’anno a quest’ultima la nona posizione, mentre il podio viene completato dalla premier danese Mette Frederiksen e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, figure di spicco in un contesto continentale che appare sempre più condizionato da dinamiche esterne.
Una gerarchia di potere ridefinita
La presenza di Trump in vetta alla lista, un fatto inedito che segna una netta discontinuità con le edizioni precedenti, sottolinea quanto il peso americano rimanga determinante negli equilibri globali, un’influenza che si riverbera automaticamente sulle scelte di politica estera, di sicurezza e anche economica dei Paesi europei. A conferma di uno scenario internazionale complesso, al quinto posto della classifica si colloca il presidente russo Vladimir Putin, la cui influenza, nonostante il perdurare del conflitto in Ucraina, rimane un fattore con il quale l’Europa deve necessariamente confrontarsi, spesso in chiave difensiva. La graduatoria include poi altre figure di rilievo, tra le quali spiccano personalità come quella dell’ex premier italiano Mario Draghi e del presidente della Fifa Gianni Infantino, segno che le sfere del potere si intrecciano ormai inestricabilmente con quelle della finanza e dello sport globale.
Il posizionamento italiano e il nuovo contesto continentale
Il nono posto di Giorgia Meloni, seppure in calo rispetto alla vetta dello scorso anno, la conferma comunque come una delle leader di riferimento all’interno dell’Unione Europea, in un momento dove le forze politiche di orientamento conservatore stanno ridefinendo gli assetti in diversi Paesi membri. La sua posizione, del resto, riflette le sfide interne ed esterne che l’Italia si trova ad affrontare, dalle politiche migratorie alle delicate trattative sul bilancio comunitario, temi sui quali Roma cerca di mantenere un profilo assertivo. La classifica, nel suo insieme, fotografa una transizione di potere verso nord, con i leader scandinavi e tedeschi in posizioni prominenti, mentre le tradizionali potenze come la Francia vedono il loro ruolo ridimensionato in questa particolare gerarchia simbolica.
Oltre la politica istituzionale
L’inclusione di figure come Gianni Infantino nella lista dei più influenti per l’Europa segnala una tendenza sempre più marcata: il potere non risiede più esclusivamente nelle stanze dei governi o dei palazzi parlamentari, ma si diffonde attraverso canali meno formali ma altrettanto pervasivi. Lo sport, in particolare il calcio con i suoi enormi interessi economici e la sua capacità di mobilitare l’opinione pubblica, diventa così una piattaforma in grado di influenzare percezioni e, in certa misura, anche agende politiche. Questo allargamento dello spettro dell’influenza, che Politico documenta nel suo elenco, offre una visione più articolata e realistica dei meccanismi che effettivamente plasmano il presente e il futuro del continente, in un periodo storico caratterizzato da profonde incertezze.




