Nuovi murales di Banksy a Londra: bambini col naso all'insù tra suggestioni natalizie e critica sociale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Londra si è risvegliata sotto il segno di una doppia, e quasi identica, apparizione. Banksy, l'artista la cui identità rimane un enigma, ha infatti confermato, come sua abitudine, tramite un post sul proprio profilo Instagram, l'autenticità di un nuovo murale comparso nel quartiere di Bayswater. L'opera, in un essenziale bianco e nero, è stata realizzata sulla parete di un vecchio edificio, ritraendo due bambini sdraiati sulla schiena, con indosso cappelli invernali e stivali di gomma, che guardano e indicano il cielo sopra di loro. Un'immagine che, nell'imminenza del Natale, potrebbe evocare l'innocente attesa di una slitta trainata da renne, ma che, nel contesto urbano scelto dall'artista, apre a letture ben più complesse e stratificate, lontane dal semplice idillio festivo.

Un doppio sguardo verso l'alto

La sorpresa, tuttavia, non risiede soltanto nel soggetto, insolitamente privo di quella vena di sarcasmo spesso associata al writer di Bristol. Ciò che ha alimentato le speculazioni è stata la comparsa, pochi giorni prima e a pochi chilometri di distanza, di un'opera pressoché identica. Questa, situata all'esterno della stazione della metropolitana di Tottenham Court Road, si staglia infatti a poca distanza dalla massa imponente del Centre Point, il celebre grattacielo brutalista che, con la sua storia fatta di lunghi periodi di abbandono e successive riconversioni in lussuosi appartamenti, è divenuto un simbolo della crisi abitativa che attanaglia la capitale britannica. La scelta di replicare il murale in due luoghi distinti, uno dei quali carico di un significato così preciso, non sembra affatto casuale e spinge a leggere il gesto oltre la superficie illustrativa.

Tra l'innocenza e il disagio urbano

I due bambini, col loro naso all'insù, potrebbero allora non cercare solo Babbo Natale. Quel loro sguardo rivolto verso l'alto, specialmente nell'opera vicino al Centre Point, può essere interpretato come un muto interrogativo rivolto ai piani alti della città, a quelle torri di vetro e cemento che rappresentano un mondo economico e abitativo inaccessibile. La posizione supina, di abbandono, unita agli stivali, un indumento spesso associato alla precarietà e alla vita di strada, introduce una nota di disagio nella scena, trasformando l'immagine in una potente allegoria della condizione di chi, nella metropoli, vive ai margini, costretto a guardare verso un cielo che promette poco. Banksy, in questo modo, riapre con forza il dibattito sul ruolo sociale della street art, che qui non si limita a decorare, ma interroga, denuncia e costringe a una riflessione sulla realtà che ci circonda.

Il messaggio nella ripetizione

La decisione di realizzare due murales quasi gemelli, infine, accentua il concetto che l'artista intende veicolare. Non si tratta di un intervento estemporaneo o di un happening limitato a un solo angolo della città. Quella dei bambini che indicano il cielo è un'immagine che Banksy vuole ripetere, come a sigillare un messaggio che deve risuonare in più punti del tessuto urbano, diventando un riferimento visivo persistente. Il gesto, per quanto poetico nella forma, possiede la forza di una dichiarazione che travalica il periodo natalizio, ponendo domande scomode sulla direzione che stanno prendendo le nostre città e sulla distanza, sempre più marcata, tra chi le abita e chi le governa dall'alto di torri simbolo di disuguaglianza.

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