Caldo africano senza tregua: temporali al Nord solo tra il 9 e il 10 agosto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'anticiclone africano non molla la presa e l'Italia resta avvolta in una morsa di calore che non accenna a diminuire, con il termometro che continua a segnare valori ben al di sopra delle medie stagionali e con le città che si preparano a un nuovo fine settimana da bollino rosso. La domanda che molti si pongono, ovvero quando finalmente arriverà un po' di sollievo da questa afa asfissiante, non ha ancora una risposta certa e definitiva, e gli esperti di meteorologia ammettono che la partita è ancora tutta da giocare tra due forze contrapposte.

Da un lato c'è il possente anticiclone di matrice subtropicale, che mostra una resistenza quasi ostinata e che, anche quando sembra accennare a un passo indietro verso il Mediterraneo meridionale, trova il modo di riconquistare terreno e di restare saldamente ancorato alla Penisola. Dall'altro lato, invece, si muovono le perturbazioni atlantiche, che portano con sé correnti più fresche e instabili e che, viaggiando a latitudini più elevate, cercano di indebolire il muro di calore costruito dall'alta pressione africana, ma finora i loro tentativi sono stati sporadici e inefficaci.

Il dietrofront del colonnello Giuliacci e le nuove scadenze

Il colonnello Mario Giuliacci, noto volto della meteorologia televisiva, aveva inizialmente indicato con una certa sicurezza le date del 7 e 8 agosto come quelle del cedimento del grande caldo, prevedendo che una prima perturbazione sarebbe riuscita a penetrare al Nord e a spezzare l'afrore, lasciando solo alcune sacche di resistenza su Toscana, Umbria, Lazio e su alcune aree del Sud come il Foggiano e il Materano, oltre che all'interno delle Isole Maggiori.

Le sue previsioni, però, sono state rimodulate nelle scorse ore e lo stesso Giuliacci, attraverso i suoi canali social, ha fatto marcia indietro spiegando che la fine dell'ondata di calore africano è stata sostanzialmente rimandata a data da destinarsi, con un rinvio che sposta il momento del cambiamento più avanti nel corso della prossima settimana.

Secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli, infatti, sarà necessario aspettare almeno fino al 9 e al 10 agosto per vedere i primi temporali consistenti al Nord, mentre il Centro-Sud dovrà armarsi di pazienza e sopportare ancora diversi giorni di temperature eccezionalmente elevate.

Le città da bollino rosso e i picchi di temperatura

Il momento più critico di questa intensa ondata di calore è stato raggiunto tra il 5 e il 6 agosto, con il ministero della Salute che ha diramato bollettini di allerta rossa per un numero crescente di centri urbani: mercoledì 5 agosto erano 25 le città classificate con il bollino rosso, mentre giovedì 6 il dato è salito a 27, coprendo di fatto l'intera rete di monitoraggio nazionale.

La situazione, come si può facilmente immaginare, non riguarda solo il disagio fisiologico per la popolazione, ma rappresenta anche un serio campanello d'allarme per la sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei cantieri edili e nelle attività all'aperto, dove le condizioni climatiche estreme aumentano esponenzialmente i rischi per la salute dei lavoratori.

Le colonnine di mercurio hanno superato abbondantemente la soglia dei 38 gradi in molte zone della Pianura Padana, con picchi che in alcune località hanno raggiunto valori davvero impressionanti: a Faenza, per fare soltanto un esempio tra i tanti, la temperatura è arrivata a toccare i 40,3 gradi, mentre a Firenze il termometro è salito fino a 41 gradi, valori che fanno ben comprendere l'intensità di questa fase climatica.

Le proiezioni verso Ferragosto e il caso di Roma

Proiettando lo sguardo verso la seconda metà di agosto, gli esperti dell'Associazione Bernacca hanno avanzato previsioni che fanno riflettere, indicando che per la capitale Roma questa potrebbe rivelarsi l'estate più calda di sempre, o per meglio dire quella caratterizzata dalle temperature medie più elevate da quando esistono rilevazioni strumentali continuative.

Anche in altre regioni, soprattutto nell'area padana e in Toscana, i termometri continuano a segnare valori ampiamente sopra la norma, e non ci sono segnali di un'imminente inversione di tendenza che possa portare un refrigerio duraturo. Le perturbazioni atlantiche, per quanto attese, faticano a sfondare la barriera dell'alta pressione e i temporali previsti per i giorni tra il 9 e il 10 agosto potrebbero rivelarsi episodi isolati e di breve durata, senza la forza sufficiente per determinare un cambio di circolazione su larga scala.

Il caldo africano, insomma, sembra intenzionato a restare protagonista assoluto della scena meteorologica italiana ancora per diversi giorni, con tutti i rischi e le conseguenze che una situazione di questo tipo comporta per la salute pubblica e per le attività produttive del Paese.

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